Otto Beagle non torneranno nei laboratori Aptuit: la Cassazione conferma l’affidamento alla LAV. Una nuova vita di libertà per i cani salvati.
Una nuova vita lontano dai laboratori, dalle gabbie e dalle procedure sperimentali. Per otto Beagle provenienti dai laboratori della multinazionale farmaceutica Aptuit, con sede a Verona, è arrivata una decisione giudiziaria che segna una svolta definitiva nel loro futuro.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’azienda, confermando l’affidamento degli animali alla LAV, la Lega Anti Vivisezione. I cani non dovranno quindi tornare nella struttura dalla quale erano stati prelevati e potranno continuare il loro percorso verso una vita lontana dalla sperimentazione animale.
Gli otto Beagle erano stati affidati alla LAV a distanza di circa un anno dal precedente sequestro che aveva consentito ad altri nove cani di lasciare i laboratori Aptuit. Secondo quanto raccontato dall’associazione, gli animali avevano trascorso la loro esistenza in un ambiente caratterizzato da griglie metalliche, illuminazione artificiale, iniezioni e prelievi.
Condizioni molto lontane dalla quotidianità di un cane che vive in famiglia, con la possibilità di esplorare l’ambiente, giocare, socializzare e sviluppare relazioni affettive. La decisione della Cassazione permette ora agli otto Beagle di proseguire il loro percorso di recupero e adattamento a una realtà completamente diversa.
Per animali che hanno conosciuto prevalentemente gli spazi di un laboratorio, anche esperienze apparentemente semplici, come passeggiare sull’erba, annusare nuovi odori o riposare in un ambiente domestico, possono rappresentare importanti occasioni di scoperta.
Nel corso della battaglia giudiziaria, Aptuit aveva sostenuto che l’allontanamento dei cani dai box nei quali erano custoditi avrebbe potuto compromettere il loro benessere, provocando una condizione di grave stress acuto.
Una posizione contestata dalla LAV, che ha difeso la scelta di sottrarre gli animali alla permanenza nei laboratori.
Valeria Albanese, responsabile dell’area Ricerca senza animali dell’associazione, ha sottolineato l’importanza di consentire ai Beagle di esprimere finalmente i propri comportamenti naturali, muoversi liberamente e vivere senza le restrizioni precedenti.
La rappresentante della LAV ha inoltre evidenziato che, secondo l’associazione, gli animali non avrebbero comunque potuto essere nuovamente utilizzati nelle procedure sperimentali dopo la loro uscita dallo stabulario.
La Cassazione, dichiarando inammissibile il ricorso dell’azienda, ha definitivamente confermato l’affidamento degli otto cani all’associazione. La vicenda degli otto Beagle si inserisce in un percorso più ampio di interventi e battaglie legali condotti dalla LAV per ottenere l’affidamento di animali provenienti dai laboratori.
Secondo i dati comunicati dall’associazione, negli ultimi cinque anni sono stati complessivamente 68 gli animali sottratti alla sperimentazione e avviati verso una nuova esistenza. Gli otto Beagle si aggiungono inoltre ad altri 16 cani già messi in salvo e affidati a famiglie che hanno scelto di accoglierli.
Per ciascuno di questi animali, il passaggio dal laboratorio a un ambiente domestico rappresenta l’inizio di un percorso che richiede attenzione, pazienza e rispetto dei tempi individuali.
La storia degli otto Beagle ricorda quanto possa cambiare la vita di un animale quando gli viene offerta la possibilità di conoscere un ambiente diverso, costruire relazioni e vivere esperienze fino a quel momento sconosciute. Per loro, dopo una lunga vicenda giudiziaria, si apre finalmente un futuro lontano dai laboratori.
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