Ci sono vicende che vanno oltre ogni immaginazione e che colpiscono profondamente non soltanto chi le vive in prima persona, ma tutti coloro che considerano gli animali membri della propria famiglia.
Nei giorni scorsi sono stato contattato da una famiglia della provincia di Napoli che mi ha raccontato una storia che definire sconvolgente sarebbe persino riduttivo.
Dopo la morte del loro cane, al quale erano legati da anni di amore e convivenza, i proprietari avevano deciso di affidarsi ad un professionista, un medico veterinario molto noto nella città di Napoli, sostenendo un costo economico importante, affinché i resti del proprio animale venissero cremati e successivamente restituiti alla famiglia.
Un ultimo gesto d’amore. Un modo per conservare il ricordo di un compagno di vita che per anni aveva condiviso con loro momenti felici e difficili.
Quando i familiari hanno aperto l’urna ricevuta, si sono trovati davanti ad una realtà che ha provocato sgomento e disperazione. Secondo quanto denunciato dalla famiglia, all’interno non vi sarebbero stati i resti del loro cane, bensì semplice materiale compatibile con calce o sostanze analoghe utilizzate di solito dalle imprese edili.
Una circostanza gravissima che, qualora dovesse trovare conferma negli accertamenti delle autorità competenti, rappresenterebbe una ferita inaccettabile nei confronti di cittadini che avevano riposto fiducia in chi avrebbe dovuto accompagnarli con serietà e rispetto in un momento già estremamente doloroso.
Per questo motivo ho deciso di seguire personalmente la vicenda e di supportare la famiglia affinché vengano accertati tutti i fatti e individuate eventuali responsabilità. Mi sono infatti recato presso lo studio medico veterinario del Dottore cui pende una pesante accusa ed anche lui, in buona sostanza, ritiene di essere vittima di una truffa da parte dell’azienda che doveva di fatto cremare il povero cagnolone.
Chi vive con un animale sa bene che la sua perdita non è la perdita di un semplice bene materiale. Si perde un compagno di vita, un affetto quotidiano, un membro della famiglia. Ed è proprio per questo motivo che nessuno dovrebbe mai approfittare del dolore delle persone.
Da parte mia continuerò a seguire il caso affinché venga fatta piena luce su quanto accaduto e affinché nessun’altra famiglia debba trovarsi ad affrontare una situazione simile.
Il rispetto per gli animali non termina con la loro morte. E nemmeno il rispetto dovuto a chi li ha amati per tutta la vita.
20 aprile 2026
Enrico Rizzi
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