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Reginaldo, l’oca sparita a Monza ritrovata in un cestino: “Uno scherzo crudele”

La triste storia dell’oca Reginaldo: il pennuto che vive presso un laghetto a Monza è stato maltrattato e gettato in un cassonetto.

L’oca Reginaldo gettata nel cassonetto in un laghetto di Monza e salvata in extremis (Screenshot foto Facebook – Enpa Monza E Brianza – amoreaquattrozampe.it)

Per Reginaldo, l’oca simbolo dei Giardini Reali di Monza, le ultime settimane sono state estremamente difficili. Tutto ha inizio la mattina di giovedì 19 febbraio. I Park Angels, i volontari presidiano i Giardini Reali all’interno del maestoso Parco di Monza, effettuando il consueto censimento degli abitanti del laghetto. Tra le piume candide e i richiami familiari, manca una figura storica: Reginaldo. Ritrovato chiuso in un sacco dell’immondizia, Reginaldo non è solo un animale ferito: è lo specchio di una fragilità educativa che ancora affligge la nostra società.

Monza, la storia dell’oca Reginaldo gettata in un cassonetto e trovata ancora viva: il salvataggio del pennuto

Per i frequentatori abituali della Villa Reale, Reginaldo rappresenta una presenza rassicurante, uno degli esemplari più anziani e iconici della fauna locale. La sua assenza è immediatamente sospetta. I volontari setacciano le rive, cercano segni di predazione, ma non trovano nulla. Il silenzio attorno alla sua scomparsa è innaturale.

L’oca Reginaldo subito dopo essere stata salvata dal cassonetto in cui era stata gettata (Screenshot foto Facebook – Enpa Monza E Brianza – amoreaquattrozampe.it)

A parlare della disavventura di Reginaldo, per fortuna conclusasi in positivo, è l’Enpa sulla propria pagina Facebook all’account @Enpa Monza E Brianza. Nel post si legge che “giovedì 19 febbraio i Park Angels, i volontari che “vigilano” sui Giardini Reali, si accorgono con sgomento che nel gruppo di oche che da anni abitano il laghetto manca Reginaldo, una delle oche più anziane”. Mentre la notizia rimbalza sui social network e sulle testate locali, alimentando un’ondata di indignazione e preoccupazione tra i cittadini, il mistero si scioglie nel modo più drammatico e inatteso il giorno successivo. Il mistero della scomparsa di Reginaldo viene risolto infatti il 20 febbraio, quando una “frequentatrice del parco viene allarmata dai rumori provenienti da un cestino per l’immondizia: all’interno, imprigionato nel sacco dei rifiuti, c’è Reginaldo, acciaccato, ma per fortuna ancora vivo”.

Una visitatrice, attirata da rumori sordi e movimenti anomali provenienti da un cestino dei rifiuti posizionato lungo i sentieri del parco, decide di controllare. La scoperta è agghiacciante: all’interno di un sacco di plastica nero, annodato per impedirne la fuoriuscita, si trova Reginaldo. L’animale è acciaccato, in evidente stato di shock e con il respiro affannoso. È sopravvissuto per miracolo al soffocamento e al gelo della notte.

L’oca Reginaldo insieme all’amico Ambrogio dopo il salvataggio (Screenshot foto Facebook – Enpa Monza E Brianza – amoreaquattrozampe.it)

Purtroppo l’ipotesi più probabile pare essere quella di un gesto di pura crudeltà, Reginaldo deve aver passato ore di autentico terrore, rischiando seriamente di morire per soffocamento. L’evidenza dei fatti non lascia spazio a interpretazioni benevole: un’oca non può infilarsi da sola in un sacco, né tantomeno chiudersi dentro un cestino. Qualcuno lo ha catturato, imprigionato e gettato via, forse convinto di compiere un “gioco” divertente.

Su Facebook viene spiegato che l’oca è stata recuperata dai Park Angels e affidato alle cure dei volontari dell’ENPA di Monza e visitato dal veterinario. “Adesso – proseguono i volontari – si trova nel nostro rifugio dove fa compagnia ad Ambrogio, l’oca cignoide istituzione del laghetto della Villa Reale, arrivato da noi in seguito ad un problema fisico, sta trascorrendo l’inverno al calduccio, assistito con amore e competenza dai volontari e dagli operatori”.

L’oca Reginaldo dopo il salvataggio (Screenshot foto Facebook – Enpa Monza E Brianza – amoreaquattrozampe.it)

Nella conclusione del messaggio sui social, i volontari si domandano se “torneranno Ambrogio e Reginaldo sulle rive del loro amato laghetto? È presto per dirlo. La decisione spetterà ai veterinari e ai responsabili del Parco di Monza”. Attualmente, l’oca è ospite del rifugio di via San Damiano, dove riceve cure costanti e monitoraggio continuo. Nonostante lo spavento, la povera oca sembra riprendersi anche grazie al supporto dei volontari che cercano di restituirgli quella fiducia negli esseri umani così brutalmente tradita. Nella sfortuna, Reginaldo ha trovato un “compagno di degenza” d’eccezione: Ambrogio, l’oca cignoide che rappresenta un’altra istituzione storica dei Giardini Reali.

Anche per Ambrogio la cura sarà lunga visto che soffre di un malfunzionamento dell’uropigio, ghiandola fondamentale per gli uccelli acquatici capace di produrre un secreto oleoso che l’animale distribuisce sulle piume con il becco per renderle impermeabili. Senza questa protezione, il piumaggio si inzuppa, impedendo all’uccello di galleggiare correttamente e, soprattutto, esponendolo a ipotermia letale durante i mesi invernali.

L’episodio di Reginaldo solleva interrogativi urgenti sulla gestione degli animali negli spazi pubblici. Non è la prima volta che la fauna del Parco di Monza finisce nel mirino: in passato si sono registrati attacchi di cani lasciati liberi dai proprietari, che hanno causato la morte di cigni, anatre e scoiattoli. Tuttavia, il caso del sacco dell’immondizia rappresenta un salto di qualità nella scala della crudeltà gratuita. La storia di Reginaldo si avvia verso un lieto fine, ma resta una ferita aperta nella coscienza della comunità monzese. Un parco non è solo un insieme di alberi e prati, ma un ecosistema complesso dove l’essere umano deve porsi come custode, non come carnefice. (di Elisabetta Guglielmi)

Elisabetta Guglielmi

Conseguita a pieni voti la maturità scientifica, ho intrapreso una carriera umanistica. Ho una laurea triennale in Lettere moderne e due lauree magistrali in Filologia moderna e in Editoria e scrittura; ho un master di Editoria, giornalismo e management culturale. Sono appassionata di scrittura, lettura, disegno e viaggi, e naturalmente di natura e animali. Sono giornalista pubblicista.

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