Una condivisione sui social ha cambiato il destino di una Pitbull che sembrava ormai condannata a morire sola in rifugio.
La storia di Santi comincia nel 2024, quando viene trovata mentre vaga sola su una spiaggia di New York. Per un momento sembra che la fortuna abbia finalmente deciso di sorriderle: viene adottata rapidamente e lascia il rifugio. Ma quella serenità dura poco. Dopo circa un anno, la famiglia decide di riportarla indietro a causa dei suoi forti problemi di ansia da separazione.
Per un cane, tornare in rifugio dopo aver conosciuto una casa è spesso devastante. Santi si ritrova di nuovo chiusa in un box, circondata dal rumore continuo, dall’abbaiare degli altri animali e dallo stress di un ambiente difficile da sopportare. I volontari dell’Animal Care Centers di New York cercano di starle vicino, ma con il passare dei mesi le sue condizioni peggiorano sempre di più.
Passano oltre 150 giorni. Nessuna richiesta di adozione. Nessuna visita. Poi arriva la notizia che nessuno voleva leggere: Santi viene inserita nella lista per l’eutanasia. Mancano appena 48 ore.
A quel punto una volontaria decide di tentare l’ultima carta possibile. Pubblica sui social un appello disperato, raccontando la situazione della cagnolina e chiedendo aiuto prima che sia troppo tardi. Quel messaggio, quasi per caso, arriva sul telefono dell’attore Justin Theroux.
L’attore, noto anche per il suo amore verso i Pitbull e per aver adottato in passato una cagnolina salvata dalla strada, decide di condividere immediatamente la storia di Santi con i suoi follower. Nel giro di poche ore accade qualcosa di incredibile: centinaia di persone iniziano a interessarsi al caso e una famiglia si offre di prenderla in affido.
La condanna di Santi viene così sospesa. La Pitbull lascia finalmente il rifugio grazie all’intervento dell’associazione NYC Pawsome Squad, che si occupa di seguirla e garantirle tutte le cure necessarie.
Dopo i primi controlli veterinari, emerge però una notizia dolorosa. I medici sospettano che Santi soffra di mielopatia degenerativa, una grave malattia neurologica progressiva che colpisce molti cani anziani e che viene spesso paragonata, per alcuni aspetti, alla SLA nell’uomo.
Le sue zampe iniziano lentamente a cedere, ma chi la sta accogliendo racconta che il suo spirito è ancora pieno di vita. Finalmente può dormire tranquilla, stare in giardino, prendere il sole e ricevere attenzioni senza il caos del rifugio intorno.
Santi oggi vive in quello che viene chiamato “fospice”, una famiglia affidataria che accoglie animali arrivati nell’ultima fase della loro vita per regalare loro serenità e amore fino alla fine. Non avrà forse molti anni davanti, ma avrà qualcosa che rischiava di non conoscere più: una casa sicura e qualcuno accanto.
E forse è proprio questo che colpisce di più della sua storia. Bastava davvero poco perché tutto finisse nel silenzio di un box. Invece una condivisione, fatta al momento giusto, le ha restituito dignità, carezze e tempo.
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