Il padrone è disperato: il caso del pitone nel terrario che non ha più topi vivi da mangiare. Ma quanto è dannoso l’invadenza umana nella loro vita?
Li prendiamo a casa e li mettiamo in un terrario perché amiamo la loro compagnia o sono i nostri animali preferiti, ma quanto questo nostro ‘egoismo’ può rovinare la vita dei nostri amici rettili? Il caso del pitone nel terrario che non ha più topi vivi da mangiare, perché il padrone non riesce a trovargliene di disponibili, fa discutere: perché cambiamo le loro abitudini solo per soddisfare quello che sembra un nostro ‘capriccio’? Le discussioni sul caso sono aperte.
Se vivesse in natura, in cattività, non avrebbe problemi a reperire del cibo o ne avrebbe come tutti i suoi simili e troverebbe un modo per far fronte al problema. Ma se la fonte di sussistenza è esterna, e dunque legata all’essere umano, è possibile che ci si ritrovi in situazioni come questa: un padrone che non riesce più a fornire topi freschi per sfamare il suo pitone.
Siamo a Tai di Cadore, provincia di Belluno, dove un uomo ha lanciato un appello disperato perché il suo pitone Snake, che vive nel terrario, non mangia da ben 15 giorni. Ma i pitoni, che hanno delle cellule uniche nello stomaco, come possono sopravvivere senza cibo? Da 15 anni è il padrone a provvedere alle sue esigenze, ma oggi pare che reperire dei topi freschi sia molto difficile.
E’ difficile non pensare che in natura i rettili siano abituati a procacciarsi il cibo da soli, senza ‘aiuti esterni’, ma soprattutto affrontando ogni giorno le difficoltà della vita, quelle che in un terrario non dovrà mai affrontare in effetti. Probabilmente in cattività Snake si sarebbe anche ‘adattato’ a mangiare altre tipologie di prede pur di saziare la sua fame.
Il ruolo dell’umano, in questo caso, diventa più che mai elemento di disturbo e di forte ingerenza (con effetti negativi) nella vita naturale di un rettile: se non lo tenesse in un terrario, lo stesso pitone non starebbe rischiando la morte oppure avrebbe le stesse difficoltà dei suoi simili a sottostare alle dure ‘Leggi della natura’.
Non è una detenzione illegale quella di Snake, esemplare di pitone reale, che rientra a pieno titolo tra i rettili da allevare in casa. Ma senza cibo, il povero serpente sta rischiando la morte: sono già 15 giorni di digiuno. L’uomo ha cercato di sopperire alla mancanza di cibo fresco con alcuni esemplari congelati, ma Snake si è rifiutato di mangiarli.
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La questione si sposta dunque inevitabilmente sul fatto di avere in casa, esattamente alla pari di altri animali domestici come cani e gatti, dei rettili e cioè creature davvero molto (o forse troppo) lontane dal concetto di addomesticazione. E’ dunque davvero giusto soddisfare il nostro desiderio di osservare un rettile chiudendolo in una teca di vetro, se il prezzo da pagare (per lui) è quello di privarlo di una vita in mezzo alla natura?
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