Un metodo per riciclare che ha anche un nobilissimo scopo: ragazzo costruisce cucce per cani randagi con bottiglie di plastica.
Non servivano più a nessuno, ma lui ha pensato di ricavarci qualcosa di molto utile per coloro che non hanno voce e che vivono in grande difficoltà: un ragazzo costruisce cucce per i cani randagi con le bottiglie di plastica usate. Un metodo nobile ed intelligente di riciclare un materiale che si presta anche come isolante durante le stagioni più fredde dell’anno: un’idea dolcissima per i quattro zampe che vivono in strada.
Il ragazzo che ha pensato di costruire delle cucce ricavate dalle bottiglie di plastica usate deve essere dotato non solo di fine intelligenza ma anche di umanità e amore nei confronti dei cani, soprattutto quelli più in difficoltà. Per superare al meglio la stagione invernale ha pensato di costruire queste ‘capanne’ di plastica che fungono non solo da riparo dalla pioggia ma anche dal freddo esterno.
Siamo in Spagna e da cumuli e cumuli di bottiglie di plastica finite e buttate via, al protagonista umano di questa storia è venuta una grande idea, quella di riciclarle. Quindi è passato vicino ai bidoni della raccolta differenziata e ha ben pensato di racimolarne il più possibile, le ha portate a casa e ha iniziato a fabbricare le sue personalissime cucce. I cani randagi hanno molto apprezzato le sue ‘creazioni’ e si sono immediatamente ambientati al loro interno.
In questo modo ha dato un’opportunità ai randagi che vivevano in strada e non sapevano dove ripararsi durante la pioggia o il freddo gelido della zona. Alcuni sopportavano stoicamente sui marciapiedi, altri provavano ad accostarsi a muri e panchine, per avere un minimo di copertura. Ora tutti potranno avere la loro casa.
Guardandoli abbandonati al freddo della strada, il ragazzo avrà pensato: come aiutare i cani randagi (soprattutto con il brutto tempo)? Se l’idea gli era balenata in fretta nella mente, la realizzazione delle cucce non è stata affatto lasciata al caso, anzi.
Ha preso le bottiglie e le ha compresse, compattandole, in modo da creare dei veri e propri muri. L’aria chiusa dal tappo e quella tra le bottiglie, che restava tra questi strati, fungeva da isolante contro il freddo.
E così queste cucce improvvisate hanno dato conforto e riparo col calore ai randagi della zona. E non era finita qui: le cucce erano anche ‘personalizzate’ con colori vivaci e infine posizionate dove c’era più bisogno, ovvero dove il ragazzo sapeva che si sarebbero radunati i cani per passare la notte.
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Quindi è stata una soluzione che non solo ha aiutato i randagi ma ha anche rispettato l’ambiente, dato che utilizza solo materiali di scarto, che per i più costituiscono mera spazzatura. Ed è anche la dimostrazione pratica che, volendo, si possono ottenere grandissimi risultati con una spesa minima.
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