Roma, case popolari del quartiere Quartaccio. Le palazzine sono purtroppo note per l’alto tasso di criminalità. Soggetti pluri-pregiudicati che purtroppo ancora oggi controllano il territorio con attività illecite. Lì, al primo piano di un balcone, da mesi vive un povero cane.
Notte e giorno chiuso fuori in quello spazio angusto da non permettergli neanche si sgranchire un pò le gambe. Qualcuno è stanco di vedere la sofferenza dell’animale. A paura a denunciare perchè i proprietari sono soggetti poco raccomandabili. Decide quindi di informarmi, di chiedermi di intervenire.
Ed io come sempre non mi volto dall’altra parte perchè se un animale è in pericolo e sta soffrendo, non si può far finta di nulla.
Mi reco sul posto ed accertata la veridicità della segnalazione, chiamo subito il Numero Unico di Emergenza 112 e chiedo l’invio di una pattuglia.
In poco tempo sul posto giungono due volanti della Questura di Roma che notano le condizioni davvero disumane in cui è costretto a vivere il povero cane. Citofonano all’appartamento, ma non risponde nessuno. E così, senza perdere tempo, chiamano i Vigili del Fuoco perché quel cane va liberato. Ed è proprio mentre arrivano i Vigili del Fuoco che giungono sul posto i proprietari del cane, marito e moglie.
Alla richiesta di chiarimenti sul perché quel cane vivesse in quelle condizioni, hanno provato a trovare le solite folli giustificazioni. Non ho fatto in tempo a dire che quel modo di detenere il cane costituisce un “reato” che sono partiti insulti e minacce di morte, con i poliziotti costretti a chiedere rinforzi. “Pezzo di m*rda, ti stacco la testa, tua moglie è una tr**a, sei un rotto in cul*, te lo metto in c*lo, se ti prendo ti spezzo le ossa infame…”.
Con non poche difficoltà gli Agenti sono riusciti a tenere a debita distanza i due soggetti da me e i miei collaboratori e nel frattempo alcuni cittadini si sono avvicinati per ringraziarmi.
Successivamente è giunta la Asl con due medici veterinari che hanno accertato le condizioni del cane. “Sta bene ma non può vivere certamente in balcone per cui gli abbiamo detto di non metterlo più lì” – hanno affermato.
Per i due proprietari, probabilmente contestata una semplice sanzione amministrativa.
Ma davvero chi tiene gli animali in questo modo deve cavarsela così? Per quanto tempo ancora continueremo a non punire per come si deve, chi non ha alcun rispetto per gli animali?
Quanto tempo servirà alle nostre Istituzioni per far capire che questi casi vanno puniti con severità e con l’applicazione del codice penale?
Vi lascio qui sotto il video del mio intervento.
2 aprile 2026
Enrico Rizzi
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