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UDINE: LANCIA IL CANE DEL VICINO – PEPE MUORE DOPO VOLO DI 4 METRI

La morte di Pepe, il cagnolino di 13 anni lanciato nel vuoto all’interno di un complesso condominiale a Udine, rappresenta l’ennesimo episodio di violenza inaccettabile nei confronti di un animale indifeso che avviene in un Paese che finge di difendere gli animali, ma nella realtà non mette in atto nessuna azione seria per tutelarli.

Pepe aveva 13 anni, era malato di cuore, pesava pochi chilogrammi e non meritava una fine così crudele. Secondo quanto denunciato dalla proprietaria presso gli uffici della Questura di Udine, nel pomeriggio dello scorso 18 gennaio la donna si trovava nei pressi dell’aria condominiale con il proprio animale quando il cane si sarebbe semplicemente avvicinato ad un bambino, che si trovava sotto il palazzo insieme al padre ma senza manifestare comportamenti aggressivi.

Pepe, il cane di 13 anni gettato nel vuoto da una staccionata alta almeno quattro metri (amoreaquattrozampe.it)

A quel punto il padre, preso da una folle ed ingiustificabile paura per chissà quale sorta di pericolo, ha deciso di prendere il povero cagnolino e lanciarlo nel vuoto da una staccionata alta almeno quattro metri. La povera donna ha immediatamente telefonato al figlio, giunto sul posto in pochissimo tempo e senza pensarci due volte, ha subito caricato il cagnolino in auto, ancora agonizzante, per trasferirlo in una clinica veterinaria.

La corsa dal veterinario e il terribile epilogo

Il cuore del piccolo animale però non ha retto ed è morto poco dopo a seguito di una terribile agonia.

Temevo che facesse del male a mio figlio“, è stata l’inaccettabile giustificazione dell’uomo agli uffici della Questura dove è stato convocato a seguito della denuncia per uccisione di animali sporta dalla famiglia di Pepe, distrutta dal dolore per la perdita di un componente della famiglia.

Da anni assistiamo ad episodi che dimostrano come in Italia la vita degli animali continui troppo spesso ad essere considerata sacrificabile, secondaria, priva di valore.

È una mentalità che deve essere combattuta con forza attraverso la cultura del rispetto, ma anche attraverso l’applicazione rigorosa di leggi che puniscano seriamente chi commette azioni così ignobili verso esseri viventi indifesi.

Cittadini, attivisti ed associazioni da anni chiedono a gran voce il carcere verso gli maltratta ed uccide gli animali. E forse, anzi sicuramente, è quello che serve per alcuni soggetti senza scrupoli.

Enrico Rizzi

19 gennaio 2026

 

 

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