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Vede qualcosa di minuscolo in una piscina vuota, quando si accorge di cosa sia si precipita per salvarlo

Un Pinscher magrissimo viene trovato intrappolato sul fondo di una piscina abbandonata. Juan lo salva, lo cura e, dopo giorni insieme, riesce a ritrovare la sua famiglia.

«Guarda le ossa». È stata questa una delle prime reazioni di Juan Oliveira davanti a una scena che difficilmente potrà dimenticare. Affacciandosi quasi per caso all’interno di una piscina abbandonata, ha notato sul fondo un piccolo Pinscher in condizioni preoccupanti: era estremamente magro, sporco, spaventato e apparentemente incapace di uscire da solo.

Vede qualcosa di minuscolo in una piscina vuota, quando si accorge di cosa sia si precipita per salvarlo- amoreaquattrozampe.it

La piscina era profonda circa un metro e mezzo, mentre il cane era alto appena una ventina di centimetri. Per lui risalire senza aiuto sarebbe stato praticamente impossibile. Juan non sapeva da quanto tempo si trovasse lì, né come ci fosse finito, ma una cosa gli è apparsa immediatamente chiara: quel piccolo animale aveva bisogno di aiuto.

Il Pinscher era magrissimo e intrappolato nella piscina

Le condizioni del cane facevano pensare che potesse essere rimasto nella piscina per diverso tempo. Il suo corpo era così magro che le costole risultavano chiaramente visibili. Non era possibile stabilire se fosse caduto accidentalmente oppure se fosse stato lasciato lì da qualcuno. Juan ha quindi evitato ogni conclusione e si è concentrato sulla cosa più importante: portarlo in salvo.

Il Pinscher era magrissimo e intrappolato nella piscina- amoreaquattrozampe.it

Dopo averlo recuperato dalla piscina, lo ha preso con sé. Il Pinscher appariva terrorizzato e teneva la coda tra le zampe. Era sporco, debilitato e aveva bisogno di recuperare gradualmente le forze. Poco dopo Juan ha incontrato Fabio, un uomo che si trovava insieme al proprio cane e che ha offerto al piccolo Pinscher dell’acqua e una prima ciotola di cibo.

Dopo quello che poteva essere stato un lungo periodo di digiuno, persino alimentarsi si è rivelato complicato. Durante il primo pasto il cane ha avuto difficoltà a mangiare ed è arrivato anche a rischiare di soffocare. Juan ha quindi continuato a occuparsi di lui con particolare cautela. Una volta arrivati a casa, gli ha offerto del cibo adatto ai cani di piccola taglia e gli ha fatto il primo bagno.

Sul suo corpo erano presenti anche delle zecche e alcune zone mostravano una ridotta presenza di pelo. Juan gli ha comprato persino una piccola maglia e ha continuato a seguirlo durante i primi giorni dopo il ritrovamento. La trasformazione, poco alla volta, ha cominciato a essere evidente.

Con il passare dei giorni il Pinscher ha cominciato a prendere peso e il suo aspetto è progressivamente migliorato. Anche il suo comportamento è cambiato, lasciando emergere alcuni aspetti del suo carattere. Uno in particolare ha sorpreso Juan: il cane sembrava adorare viaggiare in automobile.

Dopo il primo viaggio compiuto proprio nel giorno del salvataggio, il Pinscher aveva infatti preso l’abitudine di salire spontaneamente nell’auto ogni volta che trovava una portiera aperta.

Nel frattempo Juan aveva condiviso la sua storia sui social con uno scopo preciso: trovare l’eventuale famiglia del cane. Aveva anche fatto una promessa. Se nessuno fosse riuscito a dimostrare di esserne il proprietario, lo avrebbe adottato personalmente.

Ma poco dopo sono arrivati alcuni messaggi. Diverse persone hanno contattato Juan sostenendo di conoscere o possedere il cane. Tra loro c’era una donna che ha fornito fotografie e informazioni sempre più precise.

Gli elementi mostrati hanno convinto Juan che potesse effettivamente trattarsi della proprietaria. Per il giovane non è stato semplice accettarlo. In pochi giorni si era affezionato al Pinscher: lo aveva trovato spaventato e denutrito, lo aveva portato al sicuro, nutrito e accudito, accompagnandolo nei primi passi verso una quotidianità più serena.

Nonostante questo, Juan aveva sempre dichiarato che avrebbe restituito il cane nel caso in cui fosse comparso qualcuno capace di dimostrare di esserne realmente il proprietario.

Prima della restituzione non sono mancati alcuni momenti di tensione. La donna avrebbe minacciato di rivolgersi alla polizia se Juan avesse continuato a pubblicare immagini dell’animale. Il giovane, da parte sua, ha spiegato di non aver mai sottratto il cane a nessuno e di voler semplicemente essere sicuro di consegnarlo alla persona giusta.

La donna si è infine presentata a casa di Juan accompagnata dal figlio. Ulteriori fotografie hanno permesso di confermare l’identità del piccolo Pinscher.

A quel punto è arrivato il momento più delicato. Juan ha lasciato il cane libero di muoversi e il Pinscher si è diretto verso la donna. Un comportamento che il giovane ha interpretato come un possibile segnale di riconoscimento.

Durante l’incontro sono emersi anche altri particolari. La proprietaria ha raccontato che il cane era abituato a dormire con la famiglia, a viaggiare insieme a loro e, soprattutto, che amava andare in macchina. Un dettaglio che Juan aveva scoperto personalmente proprio nei giorni trascorsi insieme.

Fortunatamente è stato visto il piccolo cane- amoreaquattrozampe.it

Separarsi da lui non è stato facile. In poco tempo Juan aveva visto quel piccolo cane trasformarsi: dalla paura provata sul fondo della piscina ai pasti, alle passeggiate e alle attenzioni ricevute nella sua casa. Avrebbe voluto tenerlo, ma aveva fatto una promessa. Una volta ottenute le prove che riteneva sufficienti sull’identità della proprietaria, ha deciso di rispettarla.

«Spero che continui a essere trattato bene e che continui ad avere affetto. Mi sembra di sì», ha raccontato dopo la restituzione.

Poi ha affidato ai social una riflessione che riassume il significato di tutta la vicenda: «Spero di aver cambiato la vita di questo cagnolino, perché, se non ci fossimo incrociati quel giorno, forse non sarebbe nemmeno più qui con noi».

Per Juan quella piscina abbandonata resterà così il luogo di un incontro completamente inaspettato. Il cane che ha salvato non è diventato definitivamente il suo, ma per alcuni giorni ha trovato accanto a lui protezione, cibo e cure nel momento in cui ne aveva più bisogno.

Silvia Petetti

Mi chiamo Silvia e vivo in provincia di Roma. Sono una Giornalista Pubblicista iscritta all’ordine del Lazio. Mi piace scrivere e cucinare ma dimentico sempre le ricette e metto verdure ovunque, anche nei dolci!

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Silvia Petetti

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