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Il 18% degli uccelli in Europa sono a rischio estinzione

venerdì, 5 giugno 2015

Lo scorso 22 maggio si è svolta la Giornata mondiale della biodiversità dedicata alla “Biodiversità a rischio” nell’ambito della quale le organizzazioni di tutela dell’ambiente come il WWF hanno ricordato che molte specie sono a rischio estinzione tra le quali a livello globale il 23% dei mammiferi e il 12% degli uccelli.

Chiurlottello (Numenius tenuirostris)

Chiurlottello (Numenius tenuirostris)

Per l’Italia sono stati presentati i dati nel primo Barometro della biodiversità italiana che ha considerato un campione di 2807 specie italiane tra spugne, coralli, squali, razze e coleotteri di cui ben 596 sono a rischio di estinzione. Sul piano Europeo disastro il 60% delle specie e il 77% degli habitat sono in uno stato di conservazione non favorevole, con conseguenti ripercussioni di perdita di biodiversità per cui vi è il rischio che non saranno rispettati gli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il 2020.

LA LISTA ROSSA DEGLI UCCELLI A RISCHIO ESTINZIONE IN EUROPA

In quest’ottica, è stato creato un consorzio guidato da BirdLife International, con la Lipu per l’Italia, che è stato finanziato dalla Commissione europea e che ha condotto per tre anni uno studio dal quale è emersa una nuova “Lista rossa” europea degli uccelli.

Il risultato è preoccupante e vi è ben il 18% delle specie di uccelli in Europa, ovvero 67 specie su 451, pari a quasi 1 su 5, minacciato di estinzione.

Nella lista rossa suddivisa in diverse categorie, appartengono ben 82 specie di cui:
– 11 specie sono “Minacciate in modo critico”
– 18 ”Minacciate”
– 55 ”Vulnerabili”.

Nella categoria più elevata ovvero la ”Critically endangered” (in pericolo critico di estinzione) vi sono ben 10 specie, tra le quali la berta balearica o il chiurlottello, che potrebbe essere considerato ormai estinto in quanto l’ultima segnalazione è del 1999, la pavoncella gregaria e lo zigolo dal collare.

Inoltre vi sono altre 29 specie che sono  entrate nella lista delle minacciate, tra cui la beccaccia di mare, gazza marina, pernice bianca nordica, gabbiano tridattilo, il moriglione ma anche la tortora selvatica, la pulcinella di mare e la pispola.

Sempre a rischio anche l’avvoltoio capovaccaio e altre specie quali il pagliarolo, la pavoncella, l’aquila anatraia maggiore e la gallina prataiola.

MIGLIORAMENTI DI ALCUNE SPECIE

Fortunatamente non vi sono solo brutte notizie e dallo studio emerge che 20 specie hanno migliorato il proprio stato di conservazione e sono ora classificate a ”Minor preoccupazione” tra cui alcune specie “italiane” come la moretta tabaccata, l’occhione, il nibbio bruno e il grillaio. Tra queste vi sono anche il pellicano riccio, la poiana codabianca, la sterna zampenere, la strolaga mezzana e l’otarda.

Progressi anche per 25 specie che sono ancora minacciate in Europa, ma che adesso hanno un più basso rischio di estinzione rispetto all’inizio del XXI secolo: il petrello di Madera e il ciuffolotto delle Azzorre,  che sono passate dalla categoria in pericolo critico a quella delle specie Minacciate.

Il responsabile Specie e Ricerca Lipu-BirdLife Italia Marco Gustin ha spiegato che “la nuova Lista rossa europea sarà uno strumento importante per decidere le politiche di conservazione in Europa”, auspicando che “le problematiche relative alla biodiversità in Europa vengano messe al centro degli obiettivi della società umana. Siamo certi che le attuali direttive Habitat e Uccelli siano un ottimo strumento per raggiungere tali obiettivi”.

Resta una situazione preoccupante e di certo rimaniamo sconcertanti di fronte alla poca sensibilità e alla scarsa responsabilità individuale di ciascun abitante del Vecchio Continente. Una perdita non solo dal punto di vista dell’esistenza ma anche della poesia e del significato della vita e dei suoi valori. Forse bisogna ripartire proprio da questo ultimo elemento e ricordare quanti hanno decantato la meraviglia della nostra terra, come Giovanni Pascoli che allo scadere del XIX secolo s’inspirava a quei dolci suoni mattutini:

“Viene il freddo. Giri per dirlo
tu, sgricciolo, intorno le siepi;
e sentire fai nel tuo zirlo
lo strido di gelo che crepi.
Il tuo trillo sembra la brina
che sgrigiola, il vetro che incrina…
trr trr trr terit tirit…” (…)
(Pascoli, L’uccellino del freddo)


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