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Maltrattamento animali: M5S chiede inasprimento delle pene

mercoledì, 3 agosto 2016

abusi

Il Movimento Cinque Stelle ha deciso di presentare una proposta di  legge per l’inasprimento delle pene sul maltrattamento di animali. E’quanto hanno annunciato i portavoce parlamentari On. Paolo Bernini e On. Vittorio Ferraresi i quali hanno ricordato come molti reati terribili oggigiorno non vengono puniti e che i responsabili di azioni terribili spesso non ricevano una condanna per quello che hanno commesso.

Lo stesso M5S ha voluto rivendicare di essere stato presente e di essere intervenuto personalmente per casi di abusi, violenze e soprusi compiuti sugli animali come per i canili lager, allevamenti illegali o in altre occasioni in cui sono stati accertati fatti gravi.

Maltrattamenti e orrori che derivano da un’illegalità diffusa, terreno fertile anche per le zoomafie e organizzazioni mafiose e omertose, per cui sottolineano i due portavoce “non solo è necessario pretendere la corretta applicazione della normativa vigente, ma è d’obbligo modificare la normativa per far sì che i crimini commessi contro gli animali e la Natura tutta, possano essere finalmente e debitamente perseguiti e puniti”.

Lo stesso M5S ha infine ricordato che lo scorso anno, l’FBI ha riconosciuto il maltrattamento e l’uccisione degli animali come importanti segnali di devianza psicologica, focolaio di possibili crimini commessi contro la società.  Reati commessi da individui senza scrupoli che si rivelano pericoli per bambini, anziani, donne.

“La legislazione italiana ha finora risposto con pene a dir poco esigue”, affermano i due parlamentari pentastellati.

La legge attuale prevede da 3 a 18 mesi di carcere oppure un’ammenda pecuniaria che spazia dai 5.000 euro ai 30.000 euro. Nella proposta dei cinque stelle, è che l’arresto non sia commutato in pena pecuniaria.

Inoltre, sono stati introdotti l’attivazione di percorsi rieducativi, nuove fattispecie di reato come il maltrattamento sessuale di animali, l’organizzazione di spettacoli vietati (ad esempio i combattimenti), la sospensione dell’attività per allevatori e imprenditori condannati per crimini contro gli animali e il reato di maltrattamento colposo.


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