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Baia di Taiji: centinaia di delfini in attesa di morire

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Da mesi ormai sta proseguendo la caccia ai delfini nella sanguinosa baia di Taiji, in Giappone, dove ogni da settembre fino a febbraio dell’anno successivo, vengono uccisi e catturati migliaia di esemplari. A distanza da un mese dalla chiusura della caccia, gli attivisti dell’organizzazione internazionale di tutela della fauna marina, Sea Shepherd, da sei mesi presenti nella baia per monitorare l’orrore, hanno diramato un video, denunciando come i delfini vengono catturati e condannati a morte.

Una volta che i pescatori riescono ad incanalare nelle baia i delfini, gli esemplari vengono imprigionati in una piccola area con delle reti di protezione. Dopodiché i delfini sono selezionati, alcuni saranno destinati alla macellazione, altri ai parchi acquatici.

Nell’appello diramato in questi giorni, Sea Shepherd ha denunciato che vi erano ben 200 delfini imprigionati e in attesa della selezione. Uno scenario agghiacciante con intere famiglie separate dal loro branco. Addirittura, scrivono gli attivisti, le madri con i loro cuccioli meno belli, vengono macellate senza scrupoli.

In altri casi, i cuccioli sono rimasti da soli al largo, separati dalle loro madri e dal branco, incapaci di sopravvivere da soli. Una sistema crudele con delle ripercussioni piuttosto sconcertanti sull’equilibrio della fauna marina, perpetrato in assenza di rispetto per la specie.

I delfini, una volta intrappolati, passano la notte nella baia poco profonda, con temperature invernali che rischiano di far morire gli esemplari anche di freddo. “Molti esemplari mostrano un comportamento innaturale, i giovani ma anche gli adulti saltano fuori dall’acqua e sono evidentemente spaventati”, commentano gli attivisti.

“Almeno 200 delfini sono imprigionati in queste ore nella baia, aspettando di essere selezionati. Si sono molti cuccioli spaventati al fianco della loro madre. Questa non è una tradizione, non p cultura è solo una tortura”, denuncia Sea Shepherd, spiegando che “molti cuccioli vengono separati in modo crudele dalle loro madri per essere destinati ai delfinari e passare il resto della loro vita in una prigione, per fare spettacolo”.

Purtroppo i volontari possono solo denunciare e monitorare la caccia, in quanto l’area è estremamente sorvegliata e chiunque si avvicina ai delfini catturati viene arrestato. Un gruppo di volontari si è avvicinato alla baia per stare vicino ai delfini: “Siamo qui per passare l’ultima notte con loro, con lo scopo di chiedere scusa per quello che l’umanità ha fatto alla loro specie”, hanno scritto i volontari condividendo le drammatiche immagini dei delfini catturati.

Sea Shepherd invita tutti quanti ad un’azione di protesta, boicottando i delfinari e gli spettacoli con animali marini. Inoltre, è stata condivisa una petizione indirizzata al primo ministro giapponese e alle autorità di Taiji, chiedendo di fermare questa strage,

Per maggiori informazioni clicca Dolphin Project