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Lupo ucciso in provincia di Rieti: gli tagliano testa e coda come trofeo

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Ancora lupi uccisi nella provincia di Rieti. Dopo lo scandalo emerso nel mese di giugno 2017, per cui sul caso era intervenuto lo stesso On. Paolo Bernini, parlamentare del Movimento Cinque Stelle, dopo il ritrovamento di un lupo impiccato a Cittaducale, alcuni volontari hanno condiviso le fotografie di un lupo ucciso questa volta a Vacone, nella stessa provincia di Rieti.

L’immagine che sta circolando tra i volontari sta sollevando lo sdegno e sono state inviate alla redazione di amoreaquattrozampe per denunciare quanto accaduto. Infatti, secondo quanto riferito dal testimone, un contadino locale che ha ritrovato la carcassa del lupo, fotografandola anche a distanza di giorni, l’esemplare sarebbe stato ucciso a colpi di fucile e lasciato marcire in aperta campagna. Tuttavia, a distanza di qualche giorno, il testimone è tornato sul posto notando che al lupo erano state tagliate la coda e la testa, come trofeo.

 Immagini che indignano considerando che si tratta di una specie protetta. Eppure, c’è chi non si fa scrupoli ad abbatterli e soprattutto per poi vantarsi della preda, prendendo alcune parti come ricordo.

Un caso che sicuramente farà clamore tanto più che, come denunciato più volte, si tratta di un reato.

Un tema quello della presenza dei lupi che richiede una strategia non solo nazionale ma soprattutto provinciale. Non è con il piano lupi, quello che prevedeva l’abbattimento selettivo, che si potrà affrontare la questione. Quanto invece, sarebbe necessaria una strategia di contenimento, da parte delle autorità e degli esperti in conservazione e tutela della fauna selvatica, con la quale nelle stagioni più dure, con scarsità di cibo in inverno o carenza di acqua in estate,  dovrebbero essere organizzate e previste delle operazioni per mantenere la fauna nei territori protetti, di montagna, evitando che scenda a valle.

Inoltre, è da ricordare, come in alcuni periodi dell’anno, i giovani esemplari del branco vengono cacciati dal capo branco e si trovano a vagare alla ricerca di un territorio per costituire un nuovo branco. E’ necessaria un’attenzione particolare, un monitoraggio continuativo da parte delle autorità come i carabinieri forestali. Ma soprattutto le popolazioni locali dovrebbero essere sensibilizzate ed educate affinché vi sia maggior rispetto nella convivenza con la fauna selvatica.

C.D.