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Richiama i suoi polli con un fischio: le straordinarie immagini fanno il giro del mondo

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Immagini davvero straordinarie non solo per il paesaggio mozzafiato di Tongren nella bellissima provincia di Guizhou in Cina. Una scena che si è svolta lo scorso 14 agosto e pubblicata sui social cinesi e poi su youtube. Si tratta di un allevatore di polli che nello splendore delle montagne, lungo un sentiero, ad un tratto richiama i suoi polli che vivono allo stato brado.

Non appena si sente il fischio dell’uomo, da ogni parte, spuntano polli. Esemplari che svolazzano ovunque e raggiungono il sentiero dove l’uomo aveva accuratamente disposto del mangime per loro. Si tratta di migliaia di volatili, sparsi lungo la montagna a ridosso dello stradello che vivono in stato di libertà.
Un video che documenta l’equilibrio che si può creare nel rapporto tra uomo e animali che si fonda sul reciproco rispetto della natura stessa di ogni essere.

Molto probabilmente questi polli che sembrano tutti godere di ottima salute sono allevati ai fini alimentari. Ma di sicuro, come vale per il principio degli allevamenti a terra, vivono in condizioni di benessere e liberi. Una condizione ben diversa dai polli e dalle galline recluse in delle gabbie, costretti a vivere in un breve tempo, nella sporcizia dei propri escrementi e a camminare sui cadaveri di altri animali, morti, perché deboli. Tutto questo nell’indifferenza di chi specula con le loro piccole ma preziose esistenze. A differenza degli esemplari allevati in batteria, possiamo notare come questi polli hanno un piumaggio dai colori vivaci e sono belli panciuti. Svolazzano, camminano e corrono e in questo modo si mantengono in forma e sono sani.

In questo caso, possiamo solo immaginare l’effetto di chi assiste di persona all’arrivo dei polli e al loro appuntamento con il mangime. Non si tratta di profittare e di sfruttare gli animali a scapito della loro natura quanto invece di farli vivere semplicemente. Anche se ci sarà sempre il pollo malato che probabilmente potrà morire in un angolo, tra la boscaglia o mangiato da un predatore, l’unica cosa che emerge da queste immagini è la parola: “rispetto”.

Non si tratta di far ingrassare i polli fino ad 8 mesi con ogni tipo di mangime per mantenere la catena di produzione e competere in un sistema concorrenziale che disumanizza.

C.D.