Home Non solo Cani e Gatti La Russia annuncia: “Manderemo un macaco su Marte”

La Russia annuncia: “Manderemo un macaco su Marte”

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@Getty images

La Russia rinnova le proprie ambizioni nella corsa allo spazio e fa sapere che presto invierà una scimmia su Marte, appena verrà pianificata una spedizione sul Pianeta Rosso. L’essere prescelto a compiere questo viaggio senza ritorno sarà nella fattispecie un macaco. Ma da Mosca e dintorni fanno sapere di volere prima puntare sulla Luna, a partire dal 2020.

Sergey Orlov, il direttore dell’Istituto Medico di Primatologia di Sochi, ha affermato alla nota agenzia di stampa russa Interfax: “Abbiamo deciso di preparare un macaco per un viaggio su Marte. Per ora cominceremo l’addestramento e le simulazioni qui sulla Terra”.

I test si renderanno necessari per capire l’adattabilità dell’animale alle sollecitazioni imposte dall’assenza di gravità e dall’esposizione alle radiazioni cosmiche, in un processo che già è previsto da decenni per gli astronauti che vengono lanciati in orbita. La preparazione avverrà nel Centro di Fisica Nucleare di Dubna, non lontano dalla capitale della Russia.

Il programma di spedizione del macaco sembra essere stato sovvenzionato dallo stesso governo russo, nell’ambito di compiere dei passi in avanti in questo campo. Fino ad oggi ad essere sparati tra le stelle erano stati i topi, prescelti per una certa somiglianza del loro genoma con quello degli uomini.

Ricordiamo che sempre i russi spedirono nello spazio Laika, la cagnolina che dal 1957 detiene l’imbattibile record di essere stato il primo essere vivente ad essere mandato al di fuori dei confini terrestri. Laika morì in volo, a differenza di Belka e Strelka, che invece ritornarono sane e salve sul nostro pianeta dopo aver effettuato 17 orbite a bordo dello Sputnik-5.

E comunque di scimmie nello spazio ce ne sono già state: se ne contano circa una decina, le prime delle quali furono Bion ed Abrek, spedite in cielo nel 1983. L’ultima volta è avvenuta invece nel 1996. Relativamente ai macachi invece, questi primati sembrano essere tra le specie predilette di animali da prestare alla sperimentazione scientifica, con tutte le proteste del caso da parte delle associazioni animaliste.