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I padroni dei cani si assumono più rischi dei proprietari di gatti: lo studio

Una ricerca scientifica ha messo in luce un dato interessante sul carattere dei padroni di cani e gatti: i primi si assumono più rischi.

Cani padroni rischi
(Foto Canva)

Chi possiede un cane è meno cauto rispetto a chi condivide le proprie giornate in compagnia di un felino: a dirlo è la scienza. Uno studio, infatti, ha dimostrato che i padroni dei cani si assumono più rischi rispetto ai proprietari dei gatti. Scopriamo di più su questo affascinante fenomeno.

Padroni di cani o gatti: ecco chi si assume più rischi

C’è chi ama alla follia i cani e chi, invece, ritiene che Fido non abbia speranza di fronte al fascino e al magnetismo felino.

cani meno attivi possono contrarre la demenza
(Foto Pexels)

Un team di scienziati ha indagato un aspetto che riguarda i padroni di cani e gatti, domandandosi se la preferenza verso l’una o l’altra specie potesse influenzare un determinato tratto caratteriale.

Quale? L’essere disposti a prendersi dei rischi. Incredibile ma vero, la ricerca ha dimostrato che chi possiede un micio risulta decisamente più cauto e adotta una serie di precauzioni che chi vive con un cane tende a non rispettare.

Per dimostrare la loro ipotesi di ricerca, gli esperti hanno effettuato un esperimento a cui hanno partecipato 155 proprietari di un felino o di un cane.

Ai volontari è stata affidata una cifra fittizia pari a 2.000 dollari ed è stato chiesto loro di investirli su un fondo azionario rischioso ma più remunerativo, o su uno più sicuro ma meno fruttuoso.

Inoltre, i ricercatori hanno condotto un secondo esperimento per comparare i risultati dei due test.

Gli scienziati hanno chiesto a 255 persone di visualizzare quattro pubblicità su un volantino su cui era stampato un cane o un gatto. Poi, esattamente come nell’esperimento precedente, ai partecipanti sono stati assegnati 2.000 da investire come preferivano.

Infine, la ricerca ha previsto l’effettuazione di un terzo e ultimo test con un gruppo di 283 studenti. Gli sperimentatori hanno chiesto loro di ricordare un’esperienza passata con un cane o un gatto.

Dopodiché, hanno letto loro una serie di annunci pubblicitari di centri massaggi. Da un lato, alcuni sottolineavano che i massaggi aumentano il metabolismo e esercitano un effetto di ringiovanimento; dall’altro, altri insistevano sulla capacità di questi trattamenti di lenire i dolori articolari e ridurre lo stress.

Infine, hanno chiesto agli studenti di individuare quale secondo loro era la pubblicità più allettante.

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I risultati degli esperimenti

Tutti e tre i test messi in pratica hanno svelato che i proprietari dei cani tendono ad assumersi più rischi, al contrario dei padroni di gatti, che risultano maggiormente cauti.

perché ai gatti piacciono i grattini sulla testa
(Foto Adobe Stock)

Il primo esperimento, infatti, ha evidenziato che chi condivideva la propria casa con un esemplare della razza canina risultava maggiormente disposto ad effettuare investimenti rischiosi.

Il secondo ha confermato l’esito del test precedente: la vista di Fido, infatti, induce le persone a correre più pericoli.

Infine, riguardo il terzo esperimento un team di psicologi ha spiegato che:

  • i messaggi pubblicitari incentrati sul ringiovanimento e sul rafforzamento fisico attirano persone disposte a correre qualche rischio;
  • i contenuti relativi alla riduzione della tensione, invece, attraggono persone più caute e pacate.

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Indovinate qual è l’animale protagonista del ricordo di chi ha prediletto il primo tipo di messaggi? Ebbene sì: il cane.

Nel secondo caso, invece, si trattava di un ricordo incentrato su un micio.

L’esito dello studio conferma che le persone tendono a percepire e giudicare gli animali domestici sulla base degli stereotipi: i cani vengono giudicati più dinamici e attivi, mentre i mici più pacati e riflessivi.

Queste caratteristiche che vengono attribuite loro, di rimando, si riflettono sui loro proprietari.