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Liguria: la prima regione con il via libera alle passeggiate a cavallo

La Regione Liguria entra in fase due e consente a passeggiare con il cavallo

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Il premier Conte ha sicuramente deluso le aspettative di milioni di cittadini, costretti nelle proprie abitazioni da circa due mesi con le restrizioni introdotte dal governo per limitare i rischi di contagio dall’inizio della Pandemia. L’annuncio della fase 2 ha infatti prolungato il lockdown fino al 18 maggio, introducendo la riapertura parziale di alcune attività. Restano al momento in vigore tutte le limitazioni di spostamento esclusa la possibilità di muoversi tra Comuni e interno alla regione di appartenenza per vedere famigliari.

Tuttavia, la Regione Liguria ha aperto uno spiraglio per il mondo equestre, con l’ordinanza 22/2020 del Presidente della Giunta Regionale Giovanni Toti, per cui è stato stabilito che “tra le attività motorie e all’aria aperta sono consentite le passeggiate a cavallo dalle ore 6 alle ore 22 nell’ambito del comune di residenza (o abituale domicilio) e esercitati individualmente, nel rispetto del distanziamento sociale e della normativa vigente”.

Nella stessa ordinanza viene inoltre specificato che “è consentito l’allenamento e l’addestramento cavalli, da svolgersi in maniera individuale, da parte dei proprietari degli animali presso maneggi autorizzati all’interno del territorio della regione Liguria, nel rispetto del distanziamento sociale e della normativa vigente”.

Sport equestri fase 2

Sul tema era intervenuto anche il presidente della Federazione Italiana Sport Equestri Marco Di Paola, che ha inviato una lettera inviata al Ministro delle Politiche Giovanili e dello Sport, on. Vincenzo Spadafora, al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, on. Teresa Bellanova, e al sottogretario Mipaaf, Giuseppe L’Abbate, auspicando che le autorità prendessero in considerazione la riapertura delle attività sportive equestri.

Nella lettera, viene specificato che la ripresa delle attività “consentirebbe nuovamente ai circoli di far ripartire anche le pratiche riabilitative, che vedono il cavallo come co-terapeuta al fianco di bambini o ragazzi con disagi fisici, psichici e sociali. Ulteriori ritardi nella ripresa, non solo delle attività sportive, ma anche delle competizioni, comporterebbero perdite irreparabili per circoli, tecnici e istruttori con danni al sistema che potrebbero diventare davvero incalcolabili”.

La FISE ha reso noto che i suoi Presidenti dei Comitati Regionali “si sono attivati per prendere contatto con i Governatori delle rispettive regioni, al fine di ottenere provvedimenti per la ripresa degli sport equestri nei propri territori”. Tra le prime regioni ad aver risposto all’appello, la regione Liguria che ha dato il via libera alle passeggiate a cavallo, facendole rientrare nell’attività motoria autorizzata.

Equitazione ai tempi Covid-19

Il tema è delicato e durante il lockdown non solo i maneggi hanno lanciato il rischio di fallimento.

Sull’argomento è intervenuto Valerio Desiderio, titolare di un circolo ippico a Castel Volturno, che al Riformista ha spiegato le gravi conseguenze sul settore: “Siamo in ginocchio. Fermi da due mesi e nessun aiuto dalla Regione. Abbiamo esaurito le risorse. In questi mesi siamo andati avanti grazie ai nostri risparmi e alle donazioni di chi li ama. Pensi che un cavallo ci costa circa 200 euro al mese, senza contare eventuali cure mediche straordinarie, e da due non incassiamo un centesimo”.

Inoltre, ha sottolineato Desiderio “l’equitazione è per natura un’attività nella quale il distanziamento è una regola. Basti pensare che durante una passeggiata, per esempio, ci devono essere circa quattro metri tra un cavallo e l’altro e che durante una lezione individuale l’istruttore si trova al centro del campo circolare, cioè a 20 metri di distanza dall’allievo”.

Purtroppo, il settore è stato invece paragonato agli altri sport come il calcio o il basket. A differenza degli altri sport, i cavalli sono essere viventi che necessitano cure e investimenti specifici.  “Piuttosto che non dare da mangiare a loro, non mangiamo noi. Ma per quanto ancora riusciremo a resistere?”.

E’ stato evidenziato da parte dei proprietari degli animali, la necessità di far muovere i cavalli che sono da troppo tempo chiusi nei box. Un bisogno etologico del cavallo per il suo benessere psicofisico, che rientrerebbe nello stato di necessità dell’animale. Una situazione piena di paradossi che si ripercuote sulla salute degli animali. Molte strutture hanno dovuto chiedere il sostegno dei cittadini per continuare a dare da mangiare agli animali.

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C.D.