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Mustang selvaggi e veterani di guerra in un viaggio per superare i fantasmi del passato

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Mustang selvaggi e veterani militari cosa avranno in comune? Lo racconta un bellissimo documentario intitolato “500 Miglia, Heroes & Horses” che com immagini davvero preziosa, narra la cattura e l’addestramento di sedici Mustangs destinati alla riabilitazione dei veterani. Le storie di sedici uomini che dovranno imparare attraverso un viaggio di 500 miglia a superare le loro paure, la loro stanchezza e dovranno imparare di nuovo a fidarsi e a riapprezzare la vita.

Un viaggio attraverso se stessi, alla riscoperta della propria natura, imparando a domare le paure e a lasciare andare i fantasmi che impediscono di vedere la luce. Mano a mano che la neve si scioglie nel Montana, questi veterani e quei mustang meravigliosi impareranno a fidarsi l’uno dell’altro.

Purtroppo negli Stati Uniti, si registrano dati funesti. Ben 22 veterani militari che ogni giorno decidono di suicidarsi perché non riescono a superare il dramma di quello che hanno vissuto. Il 20% degli uomini che hanno preso parte alle guerre sviluppa dipendenze e patologie piscologiche gravi: dall’alcolismo, alla tossicodipendenza.

Grazie ai cavalli e all’ippoterapia, questi veterani vanno alla riscoperta di loro stessi imparando ad approcciarsi ad un animale selvaggio, togliendosi tutte le paure per poter stabilire una relazione e avviare il processo di addomesticamento che si basa sulla fiducia.

I cavalli hanno un dono ed è quello di percepire ogni stato d’animo di un individuo. Approcciarsi ad un mustang selvaggio significa ripulire ogni sensazione o emozione che non sia collegata al presente. Un presente che porta ad una consapevolezza nuovo, contribuendo a lasciarsi dietro il passato e a non pensare al futuro ma insegna a vivere ogni istante, andando in profondità.

Un approccio che tuttavia non è sempre facile o lineare. I cavalli si ribellano come l’animo perturbato di una persona. Ed è propri in quella relazione tra uomo e cavallo che le persone imparano a domare le proprie paure. Quello che importa non è quello che mi può dare un cavallo, ma l’interazione nel presente.

Immagini straordinarie che raccontano storie di vita e di legami che si possono creare con un animale così nobile e sensibile.

C.D.