È possibile andare al voto con il cane? Sì, ma non sempre: ecco che cosa potrebbe succedere al seggio e perché in alcuni casi sarebbe meglio lasciare a casa il quattro zampe.
Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026, l’Italia è chiamata a un importante appuntamento democratico. Il referendum sulla giustizia porterà milioni di cittadini nei seggi elettorali per esprimere il proprio parere su temi tecnici e fondamentali per l’ordinamento dello Stato. Tuttavia, oltre ai dibattiti legali e politici, c’è una questione pratica che ogni anno anima le entrate delle scuole e degli uffici adibiti a seggio: è possibile portare il cane con sé quando si va a votare?
La risposta breve è sì, ma con alcune importanti precisazioni normative e di buon senso che ogni proprietario dovrebbe conoscere per evitare spiacevoli discussioni davanti all’urna.
Per anni, l’accesso degli animali nei luoghi pubblici adibiti a seggio è rimasto in una sorta di zona grigia, affidata alla sensibilità dei singoli funzionari. La svolta è arrivata ufficialmente qualche anno fa, quando una circolare del Ministero dell’Interno ha chiarito che non esiste un divieto assoluto di introdurre animali domestici nei locali elettorali. Anzi, è stato esplicitamente specificato che il cane può accompagnare il suo umano fin dentro la cabina elettorale.
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Il referendum sulla giustizia del 2026 rappresenta un passaggio cruciale per il Paese. Che si scelga di votare “Sì” o “No”, farlo in compagnia del proprio cane è una possibilità concreta offerta dallo Stato italiano, a patto di mantenere un comportamento responsabile. Se il cane è particolarmente agitato, abbaia molto o soffre gli spazi chiusi e affollati, forse la scelta migliore per il suo benessere è quella di lasciarlo riposare sul divano per il tempo necessario a barrare la scheda.
La circolare del Ministero dell’Interno che ha chiarito che non esiste un divieto assoluto di introdurre animali domestici nei locali elettorali riflette un cambiamento culturale profondo nella società italiana, dove gli animali da compagnia sono ormai considerati membri effettivi del nucleo familiare. Tuttavia, la libertà di portare Fido con sé non è un diritto “assoluto” e incondizionato, ma deve essere bilanciato con il corretto svolgimento delle operazioni di voto.
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Nonostante la linea guida del Viminale sia favorevole all’accesso, l’ultima parola spetta sempre al Presidente di seggio. È lui, infatti, il responsabile dell’ordine pubblico all’interno della sezione e ha il potere di vietare l’ingresso all’animale se ritiene che la sua presenza possa pregiudicare la serenità delle operazioni elettorali o la sicurezza dei presenti. Il divieto deve quindi basarsi su motivazioni valide. Se il seggio è particolarmente affollato, se lo spazio è angusto o se si creano tensioni tra animali presenti contemporaneamente, il Presidente può chiedere che il cane rimanga fuori.
Secondo Claudia Taccani, avvocato dell’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), questo potere non è però arbitrario. “Possono sussistere motivi particolari, che si spera siano veritieri e documentabili, per i quali il presidente può negare l’accesso”, spiega Taccani. “Pensiamo alla presenza nel seggio di persone con fobie gravi o soggetti allergici. In questi casi, il Presidente deve operare un bilanciamento tra il diritto al voto del proprietario del cane e il diritto alla salute o alla tranquillità degli altri cittadini”, aggiunge.
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Esiste una categoria che non ammette discussioni né deroghe: i cani guida per persone non vedenti. In questo caso, il diritto di accesso è garantito per legge in ogni circostanza. Nessun Presidente di seggio può impedire l’ingresso di un cane guida, poiché l’animale non è considerato un semplice compagno, ma un ausilio indispensabile per l’esercizio di un diritto costituzionale fondamentale come il voto. Qualsiasi limitazione in tal senso rappresenterebbe una grave discriminazione.
Per evitare che il cane possa agitarsi al seggio, l’Oipa ha diffuso un vademecum di “buon senso” per i proprietari di pet. Le indicazioni ricordano che è obbligatorio utilizzare un guinzaglio che rispetti i limiti di legge (massimo 1,5 metri). Sono sconsigliati i guinzagli estensibili, che potrebbero intralciare il passaggio degli altri elettori o del personale di servizio.
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Anche nel caso di cani estremamente miti e tranquilli, la legge prevede che il proprietario debba avere con sé la museruola. Al seggio potrebbe essere richiesto di indossarla per permettere l’accesso in sicurezza in caso di sovraffollamento. Le leggi che riguardano i cani e le modalità con cui i proprietari di animali domestici devono comportarsi varia a seconda dello Stato. In Italia un obbligo come quello della museruola non è stabilito a livello legale secondo gli stessi criteri in vigore in altri Paesi. La legge non prevede l’obbligo di far indossare al cane la museruola, anche se prevede l’obbligo di avere questo dispositivo sempre con sé per utilizzarlo in caso di necessità.
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Nel vademecum l’Oipa sottolinea inoltre un rischio spesso sottovalutato: lasciare il cane legato a un palo o a un cancello fuori dal seggio. Oltre allo stress da separazione, l’animale è esposto al rischio di furti o incidenti. Se non potete portarlo dentro, è preferibile lasciarlo a casa o andare a votare accompagnati da un’altra persona che possa attenderlo all’esterno. (di Elisabetta Guglielmi)
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