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La cicogna porta i bambini: come è diventata simbolo di nascita

Come nascono i bambini? E’ la cicogna che porta i bambini ai genitori: ecco quali sono le antiche radici di questa favola sulla nascita.

Cicogna porta i bambini
Cicogna porta i bambini: le origini del mito popolare (Foto Pixabay)

Il tema di come nascono i bambini è sempre stato un tabù per i genitori, costretti a rispondere imbarazzati alle domande scomode dei loro figli. Come evitare l’argomento e rendere più semplice e romantico il racconto sulla nascita dei neonati? Ecco che entra a far parte della storia la cicogna che porta i bambini, creando uno dei più diffusi miti popolari al mondo.

La cicogna porta i bambini: perché proprio questo volatile?

Neonato
Neonato in un fazzoletto nel becco della cicogna (Foto Pixabay)

Il mito racconta che sia questo uccello trampoliere a portare direttamente il neonato tra le braccia della mamma. A quanto pare il bambino vola in un fazzoletto di stoffa, tenuto saldamente tra le due parti del becco della cicogna. Ma perché proprio questo volatile? Probabilmente la risposta è nella sua stessa natura, diciamo pure, materna.

Analizziamo il suo comportamento: si tratta di un uccello migratore ma che tende a tornare nello stesso luogo, ogni anno. Solitamente il periodo del ritorno coincide con l’inizio della primavera, stagione simbolo della fioritura, della fertilità e della rinascita. Sono uccelli monogami, che si scelgono un partner e ne restano fedeli per tutta la vita. Prima della cova costruiscono il nido per i loro piccoli: quando si rovina provvedono a ricostruirlo, mettendo pezzi sempre nuovi. Solitamente scelgono di posizionare i loro nidi su alture difficilmente raggiungibili, come ad esempio torri e campanili. Il  nido sarà la casa dei piccoli pulcini fino a quando saranno in grado di volare da soli.

L’uccello trampoliere nella storia

Uccello trampoliere
Uccello trampoliere (Foto Pixabay)

Gli antichi greci lo rispettavano e ne vietavano la caccia; i romani li consideravano addirittura animali sacri. La loro sacralità li ha eletti a simbolo di protezione per le donne, per i matrimoni, per i bambini e l’atto della nascita. Si pensava che tutti i bambini non nati riposassero nelle foreste abitate da questi uccelli. Nei Paesi scandinavi la cicogna era simbolo di fortuna, soprattutto nei periodi delicati della donna come la gravidanza.

Bisognerà aspettare il XIX secolo per il racconto di Han Christian Andersen, ‘Le Cicogne’ del 1839. Da lì in poi la leggenda della cicogna che porta i bambini ha trovato posto nella letteratura, ma anche nei film e nelle arti in generale.

La cicogna e il camino

Cicogna porta i bambini
Cicogna che porta i bambini: il mito (Foto Pixabay)

La cicogna bianca, o Ciconia ciconia, porterebbe dunque i bambini nelle case, tenendoli in un fagottino che poi facevano cadere nei comignoli delle case. Non a caso i Paesi del Centro nord europeo registravano proprio in primavera un numero più alto di nascite. (Scopri qui: Le 5 specie più belle che puoi vedere in primavera) Per creare un ambiente caldo e confortevole, specialmente per i neonati, i camini venivano lasciati accesi per più tempo.

Altro legame delle cicogne con i camini, è dovuto alla loro abitudine di fare il nido sui comignoli dei camini ancora caldi. Quindi la storia si capovolge: non sono le cicogne a portare i bambini, bensì il calore delle case dei neonati ad attirare questi uccelli trampolieri.

L’arrivo delle cicogne dal letargo inoltre era considerato di buon auspicio per i contadini: significava la fine della stagione rigida per i raccolti.

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F.C.

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