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Divieto di dare cibo agli animali selvatici: che cosa stabilisce la legge

Esiste un divieto di dare cibo agli animali selvatici? E se sì, di quali specie si tratta? Scopriamolo insieme in questo articolo.

Divieto di dare cibo agli animali selvatici
(Foto Adobe Stock)

In relazione al rapporto con l’essere umano, gli animali possono essere distinti in tre grandi categorie: d’affezione, da reddito e selvatici. Ed è proprio con i componenti dell’ultima che le occasioni di incontro sono decisamente minori, e non sempre si sa come comportarsi, anche da un punto di vista legale. Ad esempio, è fatto divieto di dare cibo ad animali selvatici?

Un divieto non generalizzato

La legge prevede un divieto di dare cibo agli animali selvatici?

cinghiale
(Foto Pixabay)

Non proprio; o meglio, il divieto esiste, ma è limitato ad una specie specifica. E la sua violazione costituisce reato. Ebbene sì, dare da mangiare ad un cinghiale integra il reato di foraggiamento, introdotto nell’ordinamento giuridico nel 2016.

Certo, vi sarà capitato di sentire che in alcune città è vietato dare da mangiare ad altre specie animali, come ad esempio i piccioni (tra gli uccelli più comuni in Italia). In questi casi, tuttavia, la disposizione è contenuta in una diversa fonte del diritto: parliamo di regolamenti comunali o di ordinanze del Sindaco, aventi efficacia limitata al territorio comunale.

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Divieto di fare cibo agli animali selvatici: le ragioni

La ragione principale che ha indotto il Legislatore all’introduzione del reato di foraggiamento dei cinghiali è quella di evitare che essi possano invadere i centri urbani, alla ricerca di cibo.

Il gatto preda della volpe
(Foto Adobe Stock)

Con una fonte sicura di sostentamento (e, se vogliamo per certi versi innaturale) gli animali sarebbero invogliati ad abbandonare il proprio habitat naturale per avvicinarsi alla fonte di approvvigionamento, sovvertendo il già precario equilibrio che caratterizza la coabitazione tra essere umano e animali selvatici, in particolar modo le specie che vivono a ridosso degli agglomerati urbani.

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Le conseguenze negative sono diverse:

  • le colture diverrebbero facile preda dei cinghiali;
  • gli animali, sentendosi alle strette, potrebbero mostrare aggressività verso gli esseri umani che incrociano sulla propria strada;
  • il numero dei sinistri stradali con gli ungulati coinvolti aumenterebbe.

Questo per ciò che concerne il reato di foraggiamento.

Sostanzialmente le ragioni che possono indurre invece un’amministrazione comunale ad introdurre il divieto di dare cibo ad animali selvatici sono le medesime (igiene, incolumità dei cittadini, preservazione dell’equilibrio ambientale), anche se circoscritte al territorio amministrato.

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A. S.