Fare bird watching aiuta la nostra salute: non è solo un hobby, ma una vera terapia scientifica per il cervello e il cuore dell’uomo.

Per anni il bird watching è stato etichettato come “roba da pensionati” o da super esperti di ornitologia con il taccuino in mano, ma oggi sappiamo che è molto di più.
Osservare gli uccelli aiuta davvero a ridurre ansia e stress, offrendo una pausa naturale, in mezzo alla frenesia quotidiana.
Bastano silenzio attenzione e magari un binocolo per resettare la mente. È un gesto semplice, ma sorprendentemente potente. Scopri in che modo fare bird waching aiuta la nostra salute.
Fare bird watching aiuta la nostra salute: ecco cosa dice la scienza
Secondo un recente studio pubblicato su The Journal of Neuroscience e guidato da Eric Wing della York University (Canada), il bird watching, soprattutto quando praticato con esperienza e costanza, non è solo una passione ma un’attività che può davvero influire sul nostro cervello.
Tutto ruota attorno alla neuroplasticità, cioè alla straordinaria capacità del cervello di riorganizzarsi e rafforzare le connessioni tra neuroni, quando impariamo qualcosa di nuovo.
In fondo, è lo stesso meccanismo che entra in gioco quando studiamo una lingua straniera o impariamo a suonare uno strumento, più ci alleniamo, più il cervello si adatta e si potenzia.
Come è avvenuto lo studio
Lo studio pubblicato su The Journal of Neuroscience, ha coinvolto 48 appassionati di bird watching tra i 22 e i 79 anni, suddivisi in esperti e principianti dopo una valutazione iniziale per stabilirlo.

Durante l’esperimento, i partecipanti sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale, mentre osservavano per pochi secondi immagini di uccelli e poi cercavano di riconoscerli tra fotografie di specie molto simili tra loro.
I risultati, hanno mostrato differenze chiare, gli esperti ottenevano molte più risposte corrette rispetto ai principianti, ma la parte più interessante non riguardava solo le performance.
Ciò che ha davvero attirato l’attenzione dei ricercatori è stato il diverso modo in cui il cervello si attivava durante il processo di riconoscimento.
Come il bird watching allena il cervello e protegge le funzioni cognitive nel tempo
Nei bird watcher più esperti, emerge un aspetto curioso.

Quando devono riconoscere specie meno familiari, nel loro cervello si attivano, maggiormente, le aree celebrali legate alla concentrazione, all’elaborazione visiva e al riconoscimento degli oggetti.
Non è solo una questione di nomi, ma di allenare l’occhio a cogliere differenze sottilissime, trattenere informazioni per pochi secondi e confrontare i dettagli quasi invisibili.
In questo processo, lavorano insieme memoria di lavoro, attenzione e analisi visiva fine. I ricercatori collegano questi dati al concetto di “riserva cognitiva”, cioè la capacità del cervello di restare efficiente nel tempo, anche con l’avanzare dell’età.
Va detto però che lo studio è osservazionale, ossia non dimostra un rapporto diretto di causa-effetto.
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Tuttavia, i risultati fanno pensare che coltivare con costanza, attività complesse e multisensoriali, come il bird watching, possa rappresentare un vero allenamento per la mente, con benefici che superano il semplice passatempo all’aria aperta.