I cuccioli non partono da zero: come riescono a scegliere anche senza aver mai imparato

I cuccioli non partono da zero: come riescono a scegliere anche senza aver mai imparato. Scopri come fanno.

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I cuccioli non partono da zero: animali precoci

Spesso pensiamo ai cuccioli come esseri completamente privi di esperienze, pronti a imparare tutto da zero.

Eppure, nel regno animale esistono piccoli che sanno già come comportarsi una volta al mondo, come reagire ai predatori o quale direzione prendere, senza aver mai visto nulla prima.

Scopri perché i cuccioli non partono da zero e come riescono a scegliere senza aver mai imparato.

I cuccioli non partono da zero: come riescono a scegliere anche senza aver mai imparato

Fin da subito, pulcini, tartarughe e altri animali precoci, non sono affatto privi di strumenti per orientarsi nel mondo, anche se non hanno mai fatto esperienza diretta dell’ambiente che li circonda.

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I pulcini tra gli animali più precoci. (Foto Canva-Amoreaquattrozampe.it)

Uno studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, spiega che questi piccoli non dipendono da un unico istinto forte, ma possiedono numerosi bias innati.

Si tratta di preferenze spontanee verso segnali come colori, movimenti o suoni che non derivano dall’apprendimento, ma da predisposizioni biologiche già presenti alla nascita.

Singolarmente, questi bias sono soft, fragili e temporanei, ma quando più segnali coerenti si presentano insieme, diventano strumenti decisionali e affidabili per attività essenziali, come trovare la madre o riconoscere l’ambiente.

È proprio la combinazione di queste inclinazioni naturali e leggere ma diffuse che permette ai cuccioli di prendere decisioni efficaci fin dalle prime ore di vita, sfruttando molteplici indizi per ridurre errori e affrontare subito le sfide dell’ambiente.

Cosa pensano i ricercatori

I ricercatori, hanno proposto un modello matematico che spiega come i cuccioli possano prendere decisioni importanti.

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Gli studi sugli animali. Foto Canva-Amoreaquattrozampe.it)

Questo avviene già nelle prime ore di vita, senza aver bisogno di esperienza diretta.

Il modello propone che i cuccioli non si affidino a un singolo istinto, ma più segnali indipendenti che presentandosi insieme diventano indicazioni molto utili.

Ciò permette al cucciolo di riconoscere, cibo o figure di riferimento senza esperienza diretta. Elisabetta Versace della Queen Mary University di Londra, spiega che queste preferenze soft, riducono gli errori e aiutano a sfruttare al meglio le informazioni disponibili.

Benjamin de Bifore, di Harvard, invece, sottolinea come il modello aiuti a interpretare esperimenti storici, mostrando come anche piccoli indizi possono guidare le prime scelte degli animali.

L’utilizzo nel l’intelligenza artificiale

Oltre a offrire una nuova prospettiva sull’evoluzione del comportamento, lo studio suggerisce applicazioni interessanti per l’intelligenza artificiale.

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