Porta veramente sfortuna? Chi è la sfinge testa di morto e perché questa falena ha questa nomina?

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By Giada Ciliberto

Curiosita

Questa falena ha una particolarità: e la acquisisce, sin dai tempi antichi, dopo aver completato la sua metamorfosi: scopriamo il perché.

Porta veramente sfortuna? chi è la sfinge testa di morto e perché questa falena ha questa nomina?
Porta veramente sfortuna? Chi è la sfinge testa di morto e perché questa falena ha questa nomina? (Pixabay WhiskerFlowers – Amoreaquattrozampe.it)

Ho una collezione di farfalle, ma la mia preferità è la Sfinge di morto“, descrive così un utente (di risposta al video condviiso da @unforgottenplastco su IG) la sua passione per l’Atropo (o Acherontia atropos) un larva che – dopo al sua trasformazione in crisalide ed esempalre adulto – è nota sin dall’antichità per il significato accostato una particolare caratteristica della sua conformazione fisica. In realtà l’Atropo non è – però – una farfalla, ma una falena originario dei territori dell’Eurasia e dell’Africa.

Atropo o metamorfosi di Sfinge di morto: perché questa falena “porta sfortuna” sin dai tempi antichi

Il lepidottero in questione, nell’antichità, veniva associato a un presagio di sfortuna. Tra le credenza popolari dei territori di sua originaria provenienza, l’Acherontia atropos si manifestava agli occhi di chi la incontrava sul suo cammino come un segno di qualcosa di negativo che sarebbe accaduto a breve. Questo a causa della macchia a forma di teschio, di colore bianco, che si trova sul suo dorso.

Larva verde di falena Atropo prima della metamorfosi
Bruco di Atropo (Pixabay WhiskerFlowers – Amoreaquattrozampe.it)

Con il passare dei secoli l’accostamento della Sfinge di morto al presagio di sfortuna è lentamente svanito, lasciando il posto a una considerevole ammirazione da parte degli esperti di lepidotteri in tutto il mondo. L’Atropo è un lepidottero di medie dimensioni appartenente alla famiglia delle Sphingidae (o Sfingidi), innocuo e dalle grandi ali.

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Secondo gli studiosi che hanno approfondito l’origini della macchia che aveva reso ingiustamente il lepidottero fonte di presagio nell’antichità. Si crede che tale particolarità derivi dalla necessità dell’Atropo di sviluppare una funzione, o efficace strategia, di protezione per allontanare da essa i predatori.

L’Atropo dopo la sua metamofosi

Diversamente dalla rassicurante apparenza della Falena colibrì, dunque, l’Atropo appare come un esemplare di lepidottero potenzialmente pericoloso, quando – invece – ha bisogno di ricorrere alla mimetizzazione per sopravvivere. Nello stato di bruco ha un colore giallo acceso con sfumature verdi e azzurrine, talvolta accompagnate da piccoli pois neri.

Bruco di falena Sfinge di morto durante la metamorfosi
Atropo in metamorfosi (Pixabay brenkee – Amoreaquattrozampe.it)

La Sfinge di morto può raggiungere – con la sua apertura delle ali (gialle e nere, a ricordare i colori delle api) circa 130 centimetri di apertura. Inoltre, sempre riguardo alle sue strategie di protezione, l’Atropo è in grado di produrre un suono simile a uno stridio per dissuadere i predatori ad avvicinarsi.

 

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Nella fase adulta la Sfinge di morto trascorre il suo tempo riproducendosi e cibandosi di nettore, mentre quando si trova nella fase di larva l’Atropo si nutre principalmente di alcune piante scelte dalla sua progenie.

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