Non crederesti mai alla loro dolcezza, eppure sono tenerissimi: lo studio che ha rivelato il lato dolce dei pipistrelli tra fratelli della stessa famiglia.
C’è chi li teme e chi comunque sta loro alla larga, perché da sempre sono sinonimo di oscuro, di notte e di cattivi presagi: stiamo parlando degli unici mammiferi in grado di volare attivamente. Ma se tutti conoscono il lato più oscuro di questi uccelli, stavolta dovranno ricredersi: uno studio ha rivelato il lato dolce dei pipistrelli, analizzando una famiglia composta da più fratelli. Ecco come si sono mostrati alle telecamere dei ricercatori.
Pelosi, alati e avvolti dalle tenebre: queste sono le caratteristiche che vengono alla mente quando ci si riferisce ai pipistrelli, creature della notte che volano rapidamente da un punto all’altro, sorvolando anche le teste del malcapitato di turno. Schivi come gli animali notturni sanno fare, evitano di buon grado la luce del giorno e amano i luoghi che restano sempre al buio, come le grotte e le caverne.
Mammiferi unici nel loro genere (ma oltre ai pipistrelli, esistono altri mammiferi che volano?) hanno un’abitudine ancora più inquietante: dormono a testa in giù. I pipistrelli ci vedono o sono davvero ciechi? Di sicuro si sa che, per orientarsi utilizzano gli ultrasuoni che ‘rilevano’ il possibile ostacolo sulla loro traiettoria. Ma questo è ciò che tutti sanno; pochi invece immaginano che il pipistrello sia anche un animale dolce e amorevole, soprattutto con i suoi simili.
Uno studio sul falso vampiro americano (Vampyrum spectrum) o vampiro spettro da parte di alcuni ricercatori del Museo di Storia Naturale di Berlino, guidati dalla dottoressa Marisa Tietge, grande pipistrello carnivoro dell’America centrale e del Sud, noto soprattutto per i legami familiari che riesce a creare. Nonostante la sua fama da superpredatore è un tenerone? In un certo senso, sì: condivide i suoi pasti e addirittura arriva ad abbracciare i suoi simili, con coccole e tenerezze.
Una copia di pipistrelli, i genitori, e due cuccioli, spesso hanno condiviso momenti di unione familiare molto intensi: il loro posto è una cavità di un albero in Costa Rica. E’ qui che il gruppo di studiosi si è recato per analizzare la quotidianità di questi volatili: dopo il volo notturno, al ritorno, il pipistrello di turno veniva accolto dall’abbraccio dei suoi familiari: un piacevole ‘bentornato a casa’.
Gli oltre 500 filmati, ripresi da una telecamera piazzata sul luogo dagli studiosi, ha rilevato la forma compatta di questi abbracci familiari da parte della famiglia di pipistrelli: una sfera. Con un’apertura alare notevole, il padre della famiglia riesce a tenere ben saldo il suo nucleo, sia fisicamente sia metaforicamente.
E non solo si abbracciano, ma si prendono letteralmente cura gli uni degli altri: si leccano e si puliscono il pelo a vicenda e comunicano tra loro attraverso vocalizzi e suoni. Ma chi è considerato il ‘capo-famiglia’? Di sicuro il maschio più anziano del gruppo, che torna dalla femmina rimasta a badare al nido e condivide il pasto recuperato nel suo volo notturno con tutti gli altri membri.
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