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Primo leone marino australiano morto per influenza aviaria: gli esperti temono il contagio nelle colonie

Preoccupazione tra gli esperti per il primo caso di leone marino morto per influenza aviaria, che è stato registrato in Australia.

Primo leone marino australiano morto per influenza aviaria: gli esperti temono il contagio nelle colonie (Amoreaquattrozampe.it)

L’influenza aviaria continua a essere monitorata con attenzione in Australia Meridionale e in particolare la preoccupazione è per il ceppo H5, che nel Paese – dati alla mano – starebbe coinvolgendo nuove specie animali. L’ultimo caso che è particolare frutto di attenzione, registrato a Seal Bay, sull’isola di Kangaroo Island, è quello di un leone marino australiano e rappresenta un nuovo elemento per le autorità impegnate nel monitoraggio della circolazione del virus nella fauna selvatica.

Perché è preoccupante il caso di contagio da aviaria per un leone marino australiano

L’animale è risultato positivo ai test per l’H5 nell’ambito della sorveglianza condotta dal Department of Primary Industries and Regions South Australia (PIRSA). La preoccupante segnalazione è arrivata insieme alla conferma di altri due casi: una sterna crestata maggiore, rinvenuta a Port Noarlunga South, e un piccolo pinguino nell’area di Victor Harbor, nella penisola di Fleurieu. Ma perché quello del leone marino è un caso che assume una rilevanza particolare rispetto alle altre due specie?

Perché è preoccupante il caso di contagio da aviaria per un leone marino australiano (Amoreaquattrozampe.it)

Da mesi, in più zone del mondo, si torna a parlare di nuove epidemie aviarie e vengono lanciati allarmi di ogni sorta, ma quello del leone marino è un caso che non va assolutamente sottovalutato e assume particolare rilevanza perché Seal Bay ospita una delle più importanti colonie di leoni marini australiani. La possibilità che il virus possa raggiungere altri esemplari appartenenti alla stessa popolazione rappresenta quindi un aspetto che le autorità stanno osservando con attenzione e anzi è grande il timore che possano emergere nuovi casi.

Il monitoraggio della situazione per scongiurare nuovi casi

Non significa, però, che sia già stata documentata una diffusione dell’H5 all’interno della colonia, quanto piuttosto viene evidenziata la possibilità che il contatto tra animali possa favorire la trasmissione qualora il virus raggiunga altri individui. Insomma, nuovi casi, al momento, non ve ne sono, ma potrebbero verificarsi: per questo motivo la sorveglianza epidemiologica assume un ruolo centrale nel seguire l’evoluzione della situazione. A oggi, con le nuove positività accertate, gli eventi di H5 confermati in Australia Meridionale dall’inizio del 2026 sono saliti a 290, su un totale di 2.148 test effettuati dal 1° gennaio.

Il monitoraggio della situazione per scongiurare nuovi casi (Amoreaquattrozampe.it)

Gli accertamenti hanno riguardato soprattutto la fauna selvatica e, secondo l’ultimo aggiornamento disponibile, non erano stati rilevati casi negli allevamenti avicoli o in altri animali da allevamento. Il coinvolgimento del leone marino si inserisce in un quadro più ampio, perché significa che l’influenza aviaria H5, pur essendo associata soprattutto agli uccelli, può infatti interessare anche mammiferi esposti al virus. La possibilità di individuare tempestivamente eventuali nuovi casi è quindi importante non soltanto per conoscere l’estensione della circolazione del virus, ma anche per proteggere le popolazioni di specie selvatiche già sottoposte ad altre pressioni ambientali.

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Nel frattempo, le autorità australiane invitano la popolazione a non avvicinarsi agli animali selvatici malati o morti e a segnalare i ritrovamenti sospetti. Per la salute umana, il rischio viene attualmente considerato basso, ma la raccomandazione resta quella di evitare il contatto diretto con animali potenzialmente infetti. Il caso di Seal Bay aggiunge così un nuovo tassello alla sorveglianza dell’influenza aviaria in Australia Meridionale: l’attenzione è ora rivolta anche alle popolazioni di leoni marini, per verificare se si tratti di un episodio isolato o se possano emergere ulteriori positività tra gli animali che vivono nella colonia.

Gabriele

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