Non è questione di razza ma dipende da noi: tutti i cani mordono e la responsabilità è di chi li adotta, che determina la loro potenziale pericolosità.
Nell’immaginario collettivo esistono cani buoni e cani cattivi, ovvero animali potenzialmente pericolosi e non: ma in realtà il loro essere temibili per l’essere umano non dipende affatto dalla razza cui appartengono. Infatti tutti i cani mordono ma la responsabilità è di coloro che li educano e che li hanno in casa; poco importa dunque la loro ‘indole’ di razza o ciò che è scritto nel loro DNA (non è detto che un Golden Retriever non possa attaccare). La responsabilità è nostra: così si spiegherebbero gli episodi di Ischia e Albano laziale.
Secondo il parere di molti esistono animali buoni e cani cattivi, così come si dà per scontato che gli ex cani da combattimento siano pericolosi: ebbene, non è affatto così! Episodi recenti dimostrano che non è la razza a determinare la pericolosità di un quattro zampe o aumentare la possibilità di un attacco da parte loro, bensì il modo in cui sono stati educati e cresciuti da chi se ne è assunto la responsabilità al momento della loro adozione.
Il tema degli attacchi canini è divenuto oggetto di studio per i ricercatori di varie università italiane, e nella somma totale pare che gli attacchi da parte dei quattro zampe verso l’uomo siano decisamente in numero poco rilevante: dal 2009 al 2025 si annoverano 54 aggressioni in totale. Queste ultime non dipendono affatto dalla razza di appartenenza bensì dall’etologia utilizzata per la loro educazione e crescita.
Solo la prevenzione e una corretta educazione possono evitare episodi del genere: anche il Golden Retriever, una tra le razze considerate più adatte per i bambini autistici e la Pet Therapy, può essere aggressivo in alcuni casi. Quindi i cani temibili come il Pitbull in base alla pericolosità per i bambini potrebbero facilmente perdere la loro esclusiva di ‘cani cattivi’.
Spesso le persone che adottano i cani di qualsiasi razza sono estremamente ignoranti di ciò che occorre per educarli al meglio, né si preoccupano di cercare aiuto negli esperti per farli crescere in modo corretto e potenzialmente non pericoloso. La politica, dal canto suo, pare non voler affrontare realmente la questione, stigmatizzando i quattro zampe appartenenti alla categoria dei ‘cattivi’ invece di responsabilizzare i padroni ignoranti del loro ruolo nell’educazione del Fido.
Nelle ultime ore sull’isola di Ischia, a Barano, una donna è stata aggredita dal suo stesso Pitbull, proprio mentre gli portava da mangiare, perdendo una gamba. Ora è ricoverata in gravissime condizioni all’ospedale a causa di profonde ferite all’arto. L’episodio appare ‘inspiegabile’ nel senso che la il cane viveva in giardino da anni e non aveva mai dato segni di violenza. Purtroppo per liberare la donna dalla morsa del quattro zampe, gli agenti di polizia sono stati costretti ad abbatterlo.
Ma se nel caso di Ischia ad aggredire la donna è stato uno dei cani ritenuti dalla maggior parte delle persone ‘potenzialmente aggressivi’, a Cecchina, provincia di Albano Laziale, la vittima è stata una bambina di quattro anni e il quattro zampe in questione era un Golden Retriever. L’attacco pare essere avvenuto nei pressi di un centro sportivo, nella cui area verde la bambina stava giocando, quando è stata attaccata dal cane e morsa a una guancia.
Il cane è stato restituito alla famiglia e gli stessi padroni hanno confermato che non aveva mai dato prima segnali di violenza o aggressività. In base a questi due recentissimi episodi, i cani, appartenenti a razze completamente diverse, hanno avuto lo stesso comportamento violento e aggressivo. Entrambi hanno fatto male a delle persone, entrambi si sono comportati da ‘cani cattivi’.
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Ma esistono davvero quattro zampe buoni e cattivi? Gli esperti ribadiscono ancora una volta che è questione di ‘proprietà responsabile’ dei padroni, un concetto che va ben oltre il semplice possesso dell’animale. E’ un insieme di doveri etici, civili e legali che devono garantire non solo il benessere dell’animale ma anche l’incolumità delle persone e della collettività.
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