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Come mettere a dieta un gatto obeso…

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gato obeso

I felini domestici hanno “un solo” difetto, almeno uno di quelli per cui tendono a prendere peso in modo esponenziale: ovvero sono ingordi e chiedono del buon cibo a volontà. Non a caso emerge che il 40% dei mici di casa sono obesi. Si tratta di un problema collegato nella maggior parte dei casi ad una sovralimentazione: crocchette sempre a disposizione e scatolette di umido negli orari dei pasti, il tutto condito da giornate intere passate ad oziare sul divano di casa, al massimo, sopra l’armadio… Un mix che al 99% porterà il micio ad oltrepassare il limite delle lancette sulla bilancia. In altri casi, l’obesità del felino è collegata al diabete (clicca qui) per cui è importante tenere sotto controllo il peso dell’animale per non incorrere in patologie più serie.

Un gatto normale deve essere definito nella regione del fianco e non deve avere troppo strato adiposo sulla gabbia toracica. Per poter mantenere un felino domestico in perfetta forma fisica è bene optare per una dieta alimentare equilibrata e variegata nella quale non mancano mai alcuni principi essenziali come la taurina e l’arginina(amminoacidi contenuti presenti nelle proteine animali), l’acido arachidonico (acido grasso), la vitamina B6 e la niacina.

I problemi di peso possono provocare con gli anni gravi problemi di salute come l’artrite, problemi cardiaci, anomalie ormonali, disturbi ossei e articolari nonché aiutare all’insorgenza del diabete.

Non solo è importante far fare attività fisica al gatto, mettendo a disposizione del micio giocattoli con i quali si potrà svagare oppure se non ha l’opportunità di uscire liberamente all’esterno, potrebbe essere abituato ad una passeggiatina al guinzaglio (clicca qui). L’alimentazione varia sia in base all’attività fisica che all’età del gatto e conviene sempre alternare umido e secco in quantità del 60% e 40%.

La dieta di un gattino in fase di crescita sarà quella di 70 gr di umido e 35 gr di crocchette. Il calcolo per un gatto adulto è quello di 40 grammi di umido per ogni chilo di peso mentre per il secco sarà da dividere per 3 il quantitativo di umido.  Quando il gatto invecchia, la quantità non varia, ma in base anche ai suggerimenti del veterinario, potranno essere integrati dei prodotti specifici.

Per far dimagrire il gatto, è importante ridurre l’alimentazione in modo progressivo, casomai all’inizio di un quarto della quantità giornaliera.  Il gatto in sovrappeso non dovrebbe avere cibo sempre a diposizione ed è preferibile somministrargli del cibo in 2 o 3 volte nell’arco del giorno. Una dieta mirata alla perdita di peso deve essere ricca di proteine e povera di carboidrati. Il ritmo con il quale deve perdere speso è la riduzione dell’1% del peso corporeo a settimana.

Le buone pratiche purtroppo a volte si devono scontrare con la dura realtà: ovvero quella del gatto “schizzinoso” (clicca qui). Ecco perché non è mai facile cambiare l’alimentazione al nostro felino domestico. L’introduzione del nuovo tipo di cibo potrà essere effettuata gradualmente, mescolando ad esempio le crocchette a basso tasso di carboidrati con le crocchette che il gatto ama mangiare.

Per allettare il pasto è possibile introdurre anche degli ingredienti che ama, in piccole quantità e che stimolano l’appetito, dando al gatto un senso di sazietà come l’acqua aromatizzata con brodo di pollo, piccole quantità di pesce o carne cotti, verdura cotta, formaggio molle fresco o un po’ di yogurt.