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Buone notizie: un gatto in casa non comporta il rischio di malattie mentali

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Gattino – FOTO ©Getty

Alcuni studi pubblicati verso la fine dello scorso anno avevano riportato l’allarmante notizia che chi possiede dei gatti in casa sarebbe più propenso a sviluppare delle malattie mentali. Adesso però lo University College di Londra corregge il tiro e tranquillizza tutti coloro che hanno dei felini con se.

Ora un nuovo studio pubblicato su ‘Psychological Medicine’ smentisce quanto diffuso ad ottobre 2016, quando fu lanciato l’allarme riguardo alla presenza nei gatti del parassita parassita Toxoplasma Gondii, che sarebbe strettamente legato al manifestarsi della schizofrenia.

Le osservazioni condotte su di esse affermavano che i bambini in predicato di nascere e che verrebbero a contatto con questo parassita già nella pancia materna o nei loro primi mesi di vita, potrebbero contrarre la toxoplasmosi. E’ per questo che si consiglia vivamente alle donne gravide di evitare contatti con i gatti. Ma lo studio inglese adesso pubblicato smentisce ora questa tesi ed è giunto a fornire l’assenza di legami tra il contatto con i gatti e qualunque segnale di squilibri mentali.

Lo studio ha posto sotto stretto monitoraggio più di cinquemila persone nate tra il 1991 ed il 1992, dalla loro venuta al mondo fino al compimento dei 18 anni di età. Ed alla fine non sono sorte differenze tra quelli che avevano gatti in casa e quelli che invece non li hanno mai ospitati.

Ma comunque bisogna fare attenzione, visto che esistono possibilità che il Toxoplasma Gonddi possa creare comunque delle complicazioni se esposti ad esso durante la gravidanza, sia nel parto che successivamente. Il consiglio è semmai quello di non toccare le lettiere dei gatti da parte delle donne incinta, perché è lì che il parassita si annida.