Aveva messo un collare con scariche elettriche per educare il suo cane: grazie ai cittadini è stato fermato e denunciato

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A Tolmezzo un uomo è stato denunciato per maltrattamento animale dopo aver utilizzato un collare elettrico sul proprio cane. Decisive le segnalazioni dei cittadini.

Utilizzava un collare elettrico per controllare il comportamento del proprio cane, sottoponendolo a scariche potenzialmente dolorose e dannose per il suo benessere. Una vicenda di presunto maltrattamento animale che arriva da Tolmezzo, in provincia di Udine, dove un uomo di circa cinquant’anni è stato denunciato a piede libero dopo un’indagine condotta dalla Polizia Locale della Comunità di montagna della Carnia.

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A far emergere la situazione sono state le segnalazioni di numerosi residenti, preoccupati per il trattamento riservato all’animale. Le testimonianze hanno permesso agli agenti di avviare gli accertamenti necessari per verificare quanto stesse accadendo.

Tolmezzo, cane sottoposto a scosse elettriche con un collare: denunciato il proprietario per maltrattamento

Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, il proprietario avrebbe utilizzato il dispositivo per modificare le reazioni del cane attraverso impulsi elettrici, ricorrendo quindi a un metodo coercitivo capace di provocare sofferenza fisica e psicologica.

Tolmezzo, cane sottoposto a scosse elettriche con un collare: denunciato il proprietario per maltrattamento- amoreaquattrozampe.it

L’intervento delle autorità è arrivato al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura di Udine. Gli agenti della Polizia Locale, operando su delega dell’autorità giudiziaria, hanno effettuato una perquisizione che ha portato al sequestro del collare utilizzato dall’uomo.

Gli accertamenti hanno confermato che si trattava di un dispositivo capace di trasmettere impulsi elettrici a distanza, consentendo al proprietario di intervenire sul comportamento dell’animale attraverso scariche.

Alla luce degli elementi raccolti, il cinquantenne è stato denunciato a piede libero con l’accusa di maltrattamento di animali. La sua responsabilità penale dovrà essere accertata nelle sedi competenti. La vicenda evidenzia anche l’importanza della collaborazione tra cittadini e istituzioni nella tutela degli animali, soprattutto quando si sospettano comportamenti che possono compromettere la loro salute.

L’utilizzo di strumenti che provocano dolore per ottenere obbedienza rappresenta una pratica particolarmente controversa, perché può compromettere il benessere psicofisico degli animali. Le scariche elettriche possono generare paura, stress e ansia, alterando il rapporto di fiducia tra il cane e la persona che dovrebbe prendersene cura.

Un animale educato attraverso la paura non impara necessariamente a comprendere il comportamento richiesto, ma può limitarsi a evitare una punizione. Per questo motivo, nell’educazione cinofila è preferibile ricorrere a metodi basati sul rinforzo positivo, sulla pazienza e sulla comprensione delle esigenze del cane.

Sull’accaduto è intervenuto anche Alessandro Tomat, comandante della Polizia Locale di Tolmezzo, che ha condannato il ricorso a strumenti coercitivi e dolorosi.

Il comandante ha ricordato come queste pratiche possano violare le norme a tutela degli animali e i principi richiamati dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione, oltre a contrastare con il rispetto dovuto agli amici a quattro zampe.

I cittadini hanno segnalato cosa succedeva al cane- amoreaquattrozampe.it

È stato inoltre confermato che i controlli sul territorio proseguiranno per contrastare l’impiego improprio di dispositivi potenzialmente dannosi. La storia di Tolmezzo dimostra quanto possa essere importante non ignorare possibili situazioni di maltrattamento.

In questo caso, l’attenzione dei residenti ha contribuito all’intervento delle autorità e al sequestro del dispositivo. Chi assiste a comportamenti potenzialmente lesivi nei confronti di un animale può rivolgersi alle forze dell’ordine, fornendo informazioni utili agli accertamenti.

Prendersi cura di un cane significa garantirgli sicurezza, rispetto e serenità. L’educazione dovrebbe costruire fiducia, non imporre obbedienza attraverso il dolore.