Al Parco Natura Viva, Camilla, ippopotama di quasi 55 anni, ha dato alla luce il suo quindicesimo cucciolo: un evento eccezionale in Europa.
Al Parco Natura Viva di Bussolengo, in provincia di Verona, è avvenuta una nascita che ha attirato l’attenzione della comunità scientifica internazionale. Camilla, un’ippopotama arrivata nella struttura nel 1976, ha dato alla luce il suo quindicesimo cucciolo quando era ormai prossima ai 55 anni.
Un evento considerato eccezionale non soltanto per l’età della madre, ma anche perché Camilla sarebbe diventata l’esemplare di Hippopotamus amphibius più anziano d’Europa ad aver portato a termine con successo una gravidanza.
Dopo una gestazione durata circa otto mesi, Camilla ha partorito autonomamente all’interno del bacino della struttura. A dieci giorni dalla nascita, il cucciolo aveva già raggiunto un peso di circa 50 chilogrammi, ancora molto lontano dalla stazza della madre, che pesa approssimativamente 2,5 tonnellate.
Nei primi giorni Camilla è rimasta quasi sempre immersa nel laghetto insieme al piccolo, consentendogli di allattare anche sott’acqua. La madre si è mostrata attenta e protettiva: quando il cucciolo appare affaticato durante il nuoto, gli offre il proprio muso come sostegno sul quale riposarsi.
Una dimostrazione di cura materna che racconta quanto possa essere profondo e complesso il rapporto tra una femmina di ippopotamo e il suo piccolo. Per Camilla non si tratta della prima esperienza come madre. Quello appena nato è infatti il suo quindicesimo cucciolo, un dato che rende la sua storia ancora più particolare.
Come spiegato dal direttore zoologico del Parco Natura Viva, Camillo Sandri, la nascita interrompe inoltre un periodo di diversi anni senza nuovi cuccioli di ippopotamo nelle strutture zoologiche italiane. L’ultima nascita nel nostro Paese risaliva infatti al 2021.
Le condizioni della madre e del piccolo vengono monitorate attentamente dallo staff veterinario e zoologico, che segue con particolare cura questa delicata fase iniziale.
La nascita riporta l’attenzione anche sulle difficoltà affrontate dagli ippopotami nel loro ambiente naturale. La specie è classificata come “Vulnerabile” nella Lista Rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura, la IUCN.
Nonostante sia ancora presente in numerosi Paesi dell’Africa subsahariana, l’ippopotamo deve fare i conti con la progressiva scomparsa delle zone umide, l’inquinamento dei corsi d’acqua, i conflitti con le comunità locali e il bracconaggio.
Particolarmente grave è il commercio illegale dei suoi grandi canini e incisivi, utilizzati in alcuni mercati come sostituti dell’avorio di elefante. Secondo i dati CITES, tra il 2009 e il 2018 il commercio internazionale di parti di ippopotamo avrebbe coinvolto prodotti riconducibili a circa 13.900 animali.
Eventi come quello avvenuto a Bussolengo vengono presentati dalle strutture zoologiche come occasioni importanti per approfondire la conoscenza della specie, sensibilizzare il pubblico e sostenere progetti di conservazione.
La nascita di un animale selvatico all’interno di un ambiente artificiale solleva però anche interrogativi sul benessere e sulla cattività. Per quanto ampi e arricchiti possano essere gli spazi messi a disposizione, rimangono inevitabilmente differenti dagli ecosistemi africani nei quali gli ippopotami possono muoversi, alimentarsi e sviluppare le proprie dinamiche sociali naturali.
La storia di Camilla e del suo cucciolo rappresenta quindi un evento biologico straordinario, ma anche un’occasione per riflettere sul futuro di una specie sempre più minacciata e sulla responsabilità dell’essere umano nei confronti degli animali selvatici, sia in natura sia all’interno delle strutture che li ospitano.
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