«Era il suo secondo figlio»: la commozione per il cane ucciso durante un controllo di polizia

La commozione di una famiglia per il cane ucciso durante un controllo di polizia: per loro il quattro zampe era come un secondo figlio.

Una serata di festa sportiva, scandita dalle urla di gioia per un trionfo atteso, si è trasformata in pochi istanti in un dramma. A Canoga Park, quartiere residenziale nella San Fernando Valley a nord-ovest di Los Angeles, un intervento del Dipartimento di Polizia locale (LAPD) si è concluso sabato sera con l’uccisione a colpi di pistola di Jameson, un cane meticcio di due anni profondamente amato dalla sua famiglia. Le grida che avevano allarmato i vicini di casa, spingendoli a chiamare il numero di emergenza 911, non erano il segnale di un’aggressione domestica, bensì l’incontenibile entusiasmo per la storica vittoria dei New York Knicks nel campionato NBA.

cane ucciso dai poliziotti
Il cane ucciso dai poliziotti – amoreaquattrozampe.it

L’episodio si è consumato poco prima delle ore 21:00 all’interno di un complesso condominiale situato in Jordan Avenue. Secondo la nota ufficiale diramata dal LAPD, una pattuglia era stata inviata sul posto a seguito di una segnalazione per forti schiamazzi e urla provenienti da un appartamento, che facevano temere una situazione di imminente pericolo.

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Giunti sul pianerottolo, gli agenti hanno interpellato la residente, Marie Marseille, originaria di New York e trasferitasi in California nel 2014 per motivi di lavoro. Da questo momento in poi, le ricostruzioni divergono sensibilmente. Il comunicato delle forze dell’ordine sottolinea che, durante il primo colloquio sulla soglia, un cane di taglia grande si trovava al fianco della donna, abbaiando in direzione dei poliziotti. Gli agenti avrebbero quindi intimato alla proprietaria di mettere in sicurezza l’animale. Marseille ha momentaneamente accostato la porta per poi riaprirla pochi secondi dopo; a quel punto, secondo la versione del comando di polizia, il cane avrebbe «caricato» uno dei poliziotti, costringendolo ad aprire il fuoco per autodifesa.

lo sguardo del cagnolino
Lo sguardo del cagnolino ucciso dalla polizia – amoreaquattrozampe.it

La famiglia di Marie descrive invece una realtà differente, parlando di un tragico ed evitabile malinteso generato dalla concitazione del momento. Pochi minuti prima del dramma, Jameson – un singolare incrocio tra San Bernardo, Golden Retriever e Poodle – era stato immortalato in una foto di famiglia mentre “indossava” una maglietta dei Knicks. Jeremiah Garcia, figlio della donna, si trovava in videochiamata con la madre proprio in quegli istanti per commentare la fine della partita. Secondo la sua testimonianza, il cane avrebbe semplicemente approfittato dell’apertura della porta per correre festosamente incontro agli agenti, interpretando l’evento come l’arrivo di nuovi ospiti da salutare. «Non appena mia madre ha aperto la porta, Jamo è scattato fuori cogliendo l’occasione semplicemente per salutare. Poi ho sentito due spari attraverso il telefono», ha raccontato Garcia, corso immediatamente sul posto dove ha trovato l’animale privo di vita, ancora avvolto nei colori della squadra newyorchese.

I filmati registrati dai testimoni nell’immediato post-sparatoria restituiscono una scena straziante: Marie Marseille disperata, in ginocchio nel corridoio mentre stringe a sé il corpo esanime del cane. «Stavamo soltanto festeggiando i Knicks», urla la donna tra le lacrime agli agenti immobili. Una disperazione che ha contagiato anche il vicino autore della chiamata al 911, il quale, visibilmente scosso, ha espresso profondo rammarico ai media locali per aver innescato la catena di eventi, pur avendo agito in buona fede nel timore che la vicina fosse aggredita.

polizia uccide il cane
La polizia uccide il cane – amoreaquattrozampe.it

La sorella della proprietaria, Vanessa Marseille, ha sollevato pesanti interrogativi sulla gestione dell’ordine pubblico e sulla sicurezza dell’intervento: «La cosa ancora più spaventosa è che quei proiettili avrebbero potuto colpire lei o chiunque altro nel corridoio. È stato un atto irresponsabile». Vanessa ha ricordato il legame viscerale che univa la sorella a quello che considerava «il suo secondo figlio», descrivendolo come un animale mansueto ed energico, abituato persino a “pregare” insieme alla padrona prima di ricevere il cibo.

Il LAPD ha confermato che nessun agente ha riportato ferite. Il caso è ora al vaglio della Force Investigation Division, l’unità speciale incaricata di esaminare la legittimità dell’uso della forza letale da parte del personale in servizio. Nel frattempo, la comunità di Canoga Park ha manifestato una straordinaria solidarietà: il corridoio dell’edificio è divenuto un memoriale improvvisato con fiori e biglietti, mentre una campagna di raccolta fondi online per sostenere le spese legali e di cremazione ha quasi raggiunto i 90.000 dollari in soli tre giorni.