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Con le zampe legate da una corda e ferite: una randagia trova la forza per non abbandonare il suo cucciolo

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cane randagio corda

Un’altra storia commovente fortunatamente a lieto fine. Si tratta della storia di una cagnolina randagia che, la scorsa settimana, è stata salvata in Thailandia, dai volontari della Wildlife Friends Foundation (WFFT). L’esemplare è stato trovato a terra, con le zampe incastrate in una corda che stava ferendo gli arti del cane, provocando dei tagli che si erano gravemente infettati.

Questa cagnolina coraggiosa, nonostante il dolore e la sofferenza, si è però fatta forza e dandosi coraggio, non ha mai abbandonato il suo cucciolo. Al contrario, ha aggravato le sue ferite, trascinandosi la corda che si stingeva sempre più alle sue zampe, per poter stare appresso al cucciolo e continuare a proteggerlo.

Quando i volontari l’hanno trovata, era sola e impaurita. Lo stesso per il cucciolo che si era ferito con del filo di ferro di un vigneto situato nei pressi del luogo del loro ritrovamento: oltre alla madre, anche il cucciolo aveva una brutta infezione sul collo. Grazie ad una segnalazione, sul posto sono intervenuti i volontari della WFFT che hanno prelevato i due esemplari bisognosi, traferendoli nel loro centro dove i veterinari hanno potuto rimuovere la corda che stava letteralmente “segando” le zampe della cagnolina e curare il cucciolo dalle sue ferite.

Il coraggio di questa cagnolina alla fine è stato ricompensato e adesso questa meticcia e il suo cucciolo avranno una nuova possibilità di vivere dignitosamente.  I volontari si stanno ancora chiedendo come sia stato possibile che questa randagia sia finita impigliata nella corda e che il cucciolo sia stato ferito proprio al collo dal filo della vigna. Inoltre, non si sa che fine abbiano fatto gli altri cuccioli che probabilmente la tenera randagia aveva partorito.

Secondo quanto riporta TheDodo, il fenomeno del randagismo in Thailandia è molto diffuso dovuto anche all’elevato numero di abbandoni. I cani non hanno una vita facile e spesso non vengono curati quando sono malati o subiscono dei maltrattamenti.