Gatto aggredito a Colleferro: gli hanno tolto la vita con un calcio

Il gatto randagio della stazione di Colleferro aspettava tutti i giorni i passeggeri per carezze e coccole: si fidava degli esseri umani, non si aspettava che lo avrebbero aggredito e ucciso con un calcio.

Gatto di Colleferro ucciso con un calcio
Il gatto della stazione di Colleferro che aspettava tutti i giorni i pendolari è stato ucciso con un calcio (Foto – amoreaquattrozampe.it)

Nelle prime ore del mattino, quando la nebbia del Lazio ancora avvolge i binari e il freddo punge i volti dei lavoratori, la stazione ferroviaria di Colleferro ha sempre avuto un custode silenzioso. Non portava una divisa, non controllava i biglietti e non annunciava ritardi, eppure la sua presenza era una delle poche certezze per centinaia di viaggiatori. Quel custode era Cesare, un gatto randagio che per anni ha reso meno grigio il cemento dello scalo ferroviario, trasformandosi da semplice animale di strada in un vero e proprio simbolo di compagnia. Ma oggi quella compagnia non ci sarà più: il gattino è stato brutalmente aggredito e ucciso con un calcio.

L’uccisione del gatto di Colleferro: Cesare non aspetterà più i pendolari alla stazione dei treni

Oggi le fusa di Cesare non risuonano più tra le banchine. La sua storia si è interrotta bruscamente a causa di un gesto di inspiegabile violenza, lasciando dietro di sé una scia di indignazione, un’indagine giudiziaria e una comunità che non vuole dimenticare.

Il gatto di Colleferro ucciso con un calcio
Il micio che attendeva i pendolare a Colleferro è stato brutalmente aggredito e ucciso da una persona ora denunciata per maltrattamento di animali (Foto – amoreaquattrozampe.it)

Per chi frequenta quotidianamente la tratta ferroviaria che collega Colleferro a Roma, Cesare era molto più di un “gatto della stazione”. Era un punto di riferimento capace di umanizzare uno dei luoghi più frenetici e impersonali della vita moderna. Lo si vedeva aggirarsi con eleganza tra i binari, acciambellarsi sulle panchine in attesa del sole o avvicinarsi con discrezione a chi, tra un caffè e un’occhiata all’orologio, trovava il tempo per una carezza.

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Cesare non chiedeva molto: qualche croccantino offerto dai pendolari più affezionati e un angolo riparato dove osservare il viavai dei treni. In cambio, offriva quella stabilità emotiva che solo gli animali sanno donare a chi vive una routine scandita da orari rigidi e stress. Era diventato la mascotte ufficiale dei pendolari di Colleferro, un compagno di viaggio immobile che salutava chi partiva all’alba e accoglieva chi rientrava a casa la sera, stanco dopo una giornata di lavoro.

Il gattino di Colleferro ucciso con un calcio
Il gattino di Colleferro ha perso la vita: il felino si fidava degli esseri umani e tutti i giorni li attendeva con gioia (Foto – amoreaquattrozampe.it)

L’equilibrio di questo microcosmo ferroviario è stato spezzato il 27 gennaio 2026. Secondo le ricostruzioni emerse dalle indagini, Cesare sarebbe stato colpito con un violento calcio, sferrato con una forza tale da compromettere immediatamente le sue funzioni vitali. Alcuni testimoni hanno assistito alla scena, scioccati dalla rapidità e dalla brutalità di un attacco rivolto a un animale che non aveva mai mostrato segni di aggressività.

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Il gatto, incapace di muoversi, è stato recuperato e trasportato d’urgenza presso il Policlinico Veterinario Roma Sud. Qui, un’equipe di medici ha iniziato una disperata battaglia contro il tempo, cercando di riparare i danni interni causati dal trauma. La speranza dei pendolari è rimasta appesa a un filo per quindici lunghi giorni. Ogni mattina, sui gruppi social e nelle conversazioni tra i binari, la domanda era sempre la stessa: “Come sta Cesare?”.

gattino di Colleferro ucciso con un calcio
Il micio della stazione faceva compagnia ai pendolari, ma è stato brutalmente ucciso da una persona (Foto – amoreaquattrozampe.it)

Purtroppo, il 12 febbraio, le lesioni riportate si sono rivelate fatali. Cesare è morto, lasciando un vuoto e una richiesta corale di giustizia. Già il 31 gennaio, pochi giorni dopo l’aggressione, era stata presentata una denuncia per maltrattamento di animali. I Carabinieri della stazione di Colleferro hanno avviato un’attività investigativa che si è avvalsa di ogni strumento disponibile. Il lavoro degli inquirenti si è concentrato sulla raccolta di testimonianze dirette. Diversi viaggiatori presenti al momento dell’aggressione hanno fornito descrizioni dettagliate, permettendo ai militari di stringere il cerchio attorno a un sospettato.

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Attraverso un processo di individuazione fotografica, i testimoni hanno riconosciuto il presunto aggressore, un operaio di 46 anni residente in un comune limitrofo a Colleferro. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica. L’accusa è di maltrattamento di animali aggravato dalla morte dell’esemplare. Si attende che l’iter giudiziario faccia il suo corso e che venga applicata una pena esemplare.

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Il sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, è intervenuto con fermezza sulla vicenda, esprimendo la propria vicinanza alla comunità dei pendolari e ribadendo la sensibilità dell’amministrazione verso il benessere animale. Le sue parole hanno sottolineato come un gesto di tale crudeltà non colpisca solo un essere vivente indifeso, ma ferisca il senso civico di un’intera città. Le associazioni animaliste, in particolare la sezione locale guidata da Elisa Tocca, co-vicepresidente dell’associazione Gatti del Giovenzano, si sono fatte portavoce di una proposta concreta: l’installazione di una targa commemorativa all’interno della stazione.

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“L’affissione di una targa ci sembra essenziale affinché le persone non dimentichino Cesare e, soprattutto, comprendano che il maltrattamento di animali è un reato grave che va sempre denunciato”, ha dichiarato Tocca. È stata lanciata una petizione rivolta alle Ferrovie dello Stato per ottenere l’autorizzazione necessaria. L’obiettivo è trasformare il luogo dell’aggressione in un luogo di memoria e sensibilizzazione, affinché la storia di Cesare possa servire da monito contro ogni forma di violenza gratuita. (di Elisabetta Guglielmi)

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