Continuiamo a parlare di Mariella Cimò, della sua scomparsa e dei suoi animali: la sua storia come quella di troppe donne non va dimenticata.
La storia di Mariella Cimò, scomparsa nel catanese nel 2011, continua a fare breccia nella coscienza di tutte le donne che continuano a lottare per veder riconosciuti i propri diritti in un’epoca in cui il tasso di femminnicidi non smette di mostrarsi in ascesa. Fin quando un cambiamento istituzionale, che possa garantire una reale prevenzione nelle scuole, sin dalla prima infanzia, non verrà messo in atto, e fin quando la formazione del personale sanitario e delle forze dell’ordine non sarà in possesso delle basi per poter proteggere le donne in situazioni di pericolo, continuare a parlare delle donne che non hanno più voce è l’unico gesto politico che ci rimane.
Era il 25 agosto 2011 quando Mariella Cimò scomparve da San Gregorio, un piccolo Comune situato a circa 4 km da Catania.
La donna di 72 anni all’epoca viveva con il marito. Mariella Cimò è stata più volte descritta come una donna autonoma e piena di vita, che abitava in una grande villa di sua proprietà nella quale, oltre a trascorrere con piacere parte delle sue giornate, soleva ospitare molti animali che frequentavano i territori immersi nel verde delle colline catanesi.
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Il suo amore per gli animali era sotto gli occhi di molte persone del posto. Che si trattasse di cani, gatti, o altri animali, per ciascuno di loro la 72enne trovava un luogo accogliente in cui poterli ospitare per brevi o lunghi periodi.
Quando non poteva occuparsi direttamente delle loro cure o di ospitarli nella sua villa, Mirella Cimò avrebbe fatto comunque tutto il possibile per aiutare gli animali che ne avevano bisogno anche da lontano, favorendo in tali frangenti le adozioni a distanza.
Gli stessi animali di cui si era presa cura con dolcezza e premura fino al giorno della sua scomparsa pare che sarebbero stati i primi a lanciare un segnale d’allarme nella notte che avrebbe preceduto la mattina del 25 agosto. Gli stessi animali che Mirella Cimò amava così tanto sarebbero via via scomparsi dall’ospitante luogo che li aveva accuditi fino a quel momento, insieme alle cucce e alle ciotole che la donna aveva posizionato all’esterno della sua abitazione.
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