L’ordinanza che fa discutere: fino a 500 euro di sanzione per chi lascia la pipì del cane senza lavarla

A volte basta una passeggiata col cane per far nascere discussioni tra vicini. Succede soprattutto quando certi odori diventano insopportabili.

A Livorno il Comune ha deciso di intervenire in modo piuttosto severo su un tema che, ogni estate, torna a far parlare cittadini e commercianti: la pipì dei cani lasciata sui marciapiedi, vicino ai negozi o ai portoni delle abitazioni. Dal 20 maggio al 31 ottobre entrerà infatti in vigore una nuova ordinanza firmata dal sindaco Luca Salvetti che obbligherà chi porta a spasso il proprio cane ad avere con sé dell’acqua per pulire immediatamente le urine lasciate in strada.

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Chi non rispetterà la regola rischierà una multa che può andare da 25 fino a 500 euro. Una cifra importante che ha già acceso il dibattito online e non solo. C’è chi considera questa decisione una forma di rispetto verso la città e chi invece pensa che si stia esagerando.

Il problema degli odori e delle segnalazioni

La questione, in realtà, non riguarda direttamente gli animali ma il comportamento delle persone. È questo il punto che continua a creare tensioni nelle città. Ci sono proprietari molto attenti che raccolgono sempre le deiezioni e cercano di lasciare puliti gli spazi pubblici, e altri che invece ignorano completamente il problema.

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Con il caldo la situazione peggiora. Alcuni residenti lamentano da tempo cattivi odori persistenti sotto i portoni, vicino alle vetrine dei negozi o persino sulle ruote delle auto e degli scooter parcheggiati lungo la strada. Ed è proprio dopo numerose segnalazioni che l’amministrazione comunale ha deciso di intervenire con questa ordinanza.

Nel regolamento si specifica che chi conduce cani in aree pubbliche o aperte al pubblico dovrà avere “appositi contenitori d’acqua” da usare subito dopo che l’animale ha urinato su superfici pavimentate, arredi urbani o mezzi parcheggiati. Inoltre sarà vietato lasciare che i cani facciano pipì vicino agli ingressi di abitazioni, uffici e negozi.

Una scelta che divide cittadini e proprietari di cani

La decisione presa a Livorno sta facendo discutere parecchio anche sui social. Molte persone sostengono che sia semplicemente una questione di educazione e convivenza civile, mentre altre ritengono che controllare davvero il rispetto di questa regola sarà molto difficile.

La città toscana, comunque, non è la prima ad aver introdotto misure simili. Anche altri Comuni italiani negli ultimi anni hanno scelto di intervenire per limitare problemi legati al degrado urbano e ai cattivi odori durante il periodo estivo.

Alla fine il tema resta sempre lo stesso: non è il cane il problema, ma il senso civico di alcune persone. E quando mancano attenzione e rispetto degli spazi comuni, a pagarne le conseguenze finiscono anche tutti quei proprietari che, invece, si comportano correttamente ogni giorno.