Non può vedere la strada davanti a sé, ma Quindim la guida oltre ogni ostacolo: «Lui è la mia libertà»

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Juliana è non vedente e grazie al suo Labrador Quindim ha ritrovato autonomia e sicurezza. La storia di un cane guida e di un legame costruito sulla fiducia.

Quindim cammina qualche passo davanti a Juliana. Lei non può vedere la strada che si apre di fronte a loro, ma percepisce ogni movimento del suo Labrador: sente quando rallenta, quando cambia direzione e quando decide che è necessario trovare un percorso alternativo.

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Può bastare un’automobile parcheggiata sul marciapiede, un palo, una persona o qualsiasi altro ostacolo per interrompere il loro cammino. Quindim lo individua, valuta la situazione e cerca una strada sicura. Juliana si affida a lui e continua a camminare. È così, passo dopo passo, che la sua vita è cambiata. O, come preferisce raccontare lei, è ricominciata.

Quindim, il cane guida che ha restituito libertà a Juliana: «È i miei occhi, è la mia libertà»

Juliana vive a Vila Leopoldina, in Brasile, ed è non vedente. Attraverso il profilo Instagram dedicato a Quindim racconta la loro quotidianità e mostra concretamente quanto un cane guida possa trasformare la vita di una persona con disabilità visiva.

Quindim, il cane guida che ha restituito libertà a Juliana: «È i miei occhi, è la mia libertà»- amoreaquattrozampoe.it

«Lui è i miei occhi», spiega Juliana. Ma c’è un’altra parola che descrive ancora meglio ciò che Quindim rappresenta per lei: libertà.

In uno dei video condivisi sui social, il loro percorso viene improvvisamente bloccato da alcune automobili parcheggiate sul marciapiede. Quindim si ferma, comprende che non possono proseguire e cambia direzione. Juliana percepisce il movimento e lo segue.

Lei non ha bisogno di conoscere esattamente quale ostacolo si trovi davanti. Deve fidarsi del suo compagno a quattro zampe, mentre Quindim deve svolgere il compito per il quale è stato preparato: individuare un percorso alternativo e accompagnarla in sicurezza.

Per chi osserva la scena dall’esterno si tratta di una deviazione di pochi secondi. Per Juliana significa qualcosa di molto più importante: poter continuare a muoversi in autonomia. «Mentre molti vedono solo un cane, io sento un compagno che lavora per me. Sento fiducia. Sento sicurezza. Sento libertà».

Quindim è un Labrador preparato dall’Adimax Institute, organizzazione brasiliana impegnata in programmi legati all’inclusione sociale e al benessere degli animali. Il suo percorso è cominciato quando era ancora un cucciolo. Dopo un primo periodo presso l’istituto, è stato affidato per circa un anno a una famiglia incaricata della sua socializzazione.

Questa fase è fondamentale nella preparazione di un futuro cane guida. Il cucciolo deve imparare a conoscere persone, rumori, mezzi di trasporto, ambienti affollati e numerose situazioni della vita quotidiana. Quindim ha imparato così a utilizzare gli ascensori, viaggiare sui mezzi pubblici, attraversare strade trafficate e comportarsi correttamente in luoghi come negozi e ristoranti.

Terminata la socializzazione, è tornato all’istituto per affrontare l’addestramento specifico. Qui ha imparato a riconoscere ed evitare gli ostacoli e a individuare percorsi che consentissero alla persona affidata a lui di muoversi nel modo più sicuro possibile. Poi è arrivato il momento dell’incontro con Juliana.

La preparazione di un cane guida, però, non termina con l’addestramento. Quando cane e persona vengono affiancati comincia una nuova fase, durante la quale entrambi devono imparare a conoscersi e a lavorare insieme.

Quindim conosce il suo compito, mentre Juliana ha dovuto imparare a interpretarne i movimenti e soprattutto a fidarsi delle sue decisioni. È una relazione che si costruisce giorno dopo giorno, strada dopo strada.

«Quindim non è un Gps. È i miei occhi quando i miei occhi non riescono a vedere. È collaborazione, formazione, connessione e amore», racconta Juliana. Dietro ogni deviazione e ogni ostacolo evitato c’è quindi molto più dell’addestramento. C’è un’intesa profonda tra una persona e un animale che devono imparare a muoversi come una squadra.

La storia di Juliana permette anche di ricordare una regola fondamentale. Quando un cane guida indossa la pettorina e sta accompagnando una persona, è al lavoro e deve poter mantenere la concentrazione.

Cosa sapere sul cane guida- amoreaquattrozampe.it

Per questo non bisogna chiamarlo, accarezzarlo o offrirgli del cibo senza aver prima chiesto il permesso alla persona che accompagna. Anche una distrazione apparentemente innocua può interferire con un compito che riguarda direttamente la sicurezza di entrambi.

Quindim non è semplicemente un Labrador che passeggia accanto alla sua umana. È il compagno che riconosce gli ostacoli che Juliana non può vedere, individua una strada alternativa e le permette di continuare il proprio percorso con maggiore autonomia.

«Ognuna di queste deviazioni, che possono sembrare così semplici, mi ricorda ogni giorno il privilegio di camminare al suo fianco».

Ed è forse proprio in queste piccole deviazioni quotidiane che si comprende davvero la grandezza del loro rapporto: Juliana non vede la strada davanti a sé, ma sa di poter contare su Quindim. Insieme, un passo dopo l’altro, continuano ad andare avanti.