Un cucciolo di delfino sarebbe stato colpito e ucciso su una spiaggia di Ceuta. Una petizione chiede indagini per individuare i responsabili.
Un cucciolo di delfino è stato trovato senza vita mercoledì 2 settembre 2026 sulla spiaggia del Trampolín, a Ceuta, città autonoma spagnola situata sulla costa nordafricana. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni e riportato dai media locali, il giovane cetaceo si trovava disorientato a poca distanza dalla riva quando sarebbe stato trascinato fuori dall’acqua e colpito alla testa con un bastone.
La dinamica esatta dell’accaduto dovrà essere verificata dalle autorità competenti. Le immagini circolate sui social mostrerebbero alcune persone mentre trasportano il corpo dell’animale in direzione della scogliera. Il filmato è stato esaminato anche dal quotidiano locale El Faro de Ceuta, che ha ricostruito i movimenti del gruppo presente sulla spiaggia.
In base alle testimonianze raccolte, il corpo senza vita del piccolo delfino sarebbe stato mostrato come un trofeo prima che le persone coinvolte si allontanassero dietro alcuni blocchi di cemento. Successivamente avrebbero provato a riportare il cetaceo verso il mare, ma per l’animale non ci sarebbe stato più nulla da fare.
Anche qualora il cucciolo fosse stato rinvenuto già morto, nessuno avrebbe dovuto toccarlo o spostarlo senza l’autorizzazione degli organi competenti. In presenza di un delfino spiaggiato, ferito o privo di vita, la procedura corretta consiste nell’allertare immediatamente il numero di emergenza 112 e mantenersi a distanza.
Soltanto il personale specializzato può valutare le condizioni dell’animale, prestare gli eventuali soccorsi e procedere al recupero della carcassa. I delfini appartengono infatti a specie tutelate e qualsiasi intervento improvvisato potrebbe provocare ulteriori sofferenze oppure compromettere gli accertamenti necessari a stabilire le cause della morte.
L’autore del video avrebbe notato il gruppo proprio mentre si dirigeva verso la scogliera con il cucciolo tra le mani. I testimoni avrebbero continuato a osservarlo fino a quando le persone coinvolte non sono scomparse dietro le barriere di cemento. Da quel momento se ne sarebbero perse le tracce. Non è ancora chiaro che cosa sia accaduto successivamente alla carcassa del cetaceo.
Il giorno seguente, giovedì 3 settembre, un altro presunto caso di maltrattamento animale è stato segnalato nella zona del Pantano, sempre a Ceuta. Un uomo sarebbe stato ripreso mentre trasportava un uccello con le zampe bloccate da alcune fascette.
Secondo la ricostruzione diffusa, un residente gli avrebbe intimato di liberare immediatamente l’animale, seguendolo nel tentativo di guadagnare tempo in attesa dell’arrivo della Guardia Civil. L’uomo, tuttavia, sarebbe riuscito ad allontanarsi prima di poter essere identificato.
L’episodio ha suscitato ulteriore preoccupazione perché il Pantano è un’area sottoposta a tutela ambientale, nella quale la fauna dovrebbe essere protetta da catture, molestie e altri comportamenti potenzialmente dannosi.
In seguito alla morte del cucciolo di delfino è stata avviata una petizione su Change.org indirizzata alla Delegazione del Governo di Ceuta, all’assessorato competente in materia ambientale e al Seprona, l’unità della Guardia Civil impegnata nella protezione della natura.
I promotori chiedono l’apertura di un’indagine per chiarire quanto accaduto, identificare le persone presenti e accertare eventuali responsabilità. Nel testo si sostiene che il cetaceo sarebbe stato trattato come un oggetto e colpito violentemente, mentre le immagini diffuse online mostrerebbero il suo corpo esibito dopo la morte.
«Questo atto di crudeltà eccessiva e ingiustificabile non può restare impunito», affermano gli organizzatori dell’iniziativa, ricordando che i delfini sono protetti dalla normativa spagnola ed europea. Saranno ora le autorità a dover verificare la ricostruzione, acquisire il materiale disponibile e stabilire se sussistano gli elementi necessari per procedere nei confronti dei responsabili.
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