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Pamplona, corsa dei tori: torna la protesta contro la festa di San Firmino in Spagna

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Torna la protesta animalista per le vie di Pamplona contro la festa di San Firmino che ogni anno si tiene nella piccola località spagnola. Per le strade di Pamplona, hanno sfilato gli animalisti con tanto di cartelloni e slogan con “Non lasciarmi solo”, “Corrida è crudeltà”, “Né tori in piazza né vacche nel piatto”. L’evento che si apre il prossimo 6 luglio e durerà per una settimana ogni anno attira migliaia di turisti e giovani in cerca di brividi, pronti a sfidare la corsa dei tori più famosa al mondo, decantata dallo stesso noto scrittore Ernest Hemingway.

La crudeltà della Corrida negli ultimi anni in Spagna è stata più volte denunciata dagli animalisti e le manifestazioni con lo sfruttamento degli animali ai fini dell’intrattenimento, vietato a livello Europeo, continuano ad essere promosse grazie al fatto che rientrano nel campo di “beni culturali di valore nazionale”. Il settore ha anche un forte ruolo economico per il paese e muove un giro d’affari di circa 1,6miliardi di euro, pari allo 0,6% del Pil nazionale e conta su 200mila posti di lavoro. Mariano Rajoy nel 2012 ha tutelato la manifestazione di San Firmino nonostante le critiche. L’evento attira circa 360mila persone ogni anno, muovendo un giro d’affari pari a 26 milioni di euro.

Tuttavia, gli stessi spagnoli, secondo i sondaggi, il 58% della popolazione, si rivela contraria sia alle corride che alla festa di San Firmino. Dal 2015, grazie alla spinta di Podemos, molte città stanno cedendo agli animalisti e in Catalogna come anche nelle Canarie è stata vietata la Corrida. Madrid ha tagliato molti fondi alle corride e a preoccupare le autorità sono anche le proteste tra animalisti e i sostenitori delle corride.

Lo scorso 1 luglio c’erano quasi tutte le sigle animaliste che hanno partecipato alla protesta promossa da colectivo Libertad Animal Navarra. Centinaia di persone agguerrite unite dall’unico scopo di fermare una mattanza e la sofferenza di centinaia di tori, costretti a correre in mezzo alle vie della cittadina, stressati per poi arrivare all’interno dell’arena ed essere costretti ad affrontare un torero. Una condanna a morte preannunciata che non lascia scampo ai poveri animali.

José Javier Napal, uno degli organizzatori della protesta, ha sottolineato ai media come il divieto delle corride potrebbe avere un effetto positivo a catena per quanto riguarda i maltrattamenti degli animali. Napal ha poi assicurato che le associazioni e gli animalisti sono determinati a proseguire la loro battaglia fintanto non saranno vietate la corrida e altre manifestazioni con sfruttamento dei tori in Spagna.