Una proposta di Legge di Animal Equality per salvare gli equidi: un grido disperato per fermare la macellazione e il consumo delle loro carni.
Uno scempio perpetrato da anni e che vede vittime degli animali non ancora riconosciuti come creature ‘di affezione’: da una delle associazioni animaliste più importanti, la Animal Equity, arriva una proposta di Legge. L’obiettivo è quello di dare un deciso stop alla macellazione della carne degli equidi e alla loro importazione, sottolineando non solo la necessità di un riconoscimento del loro status come animali d’affezione ma anche i rischi che il consumo di tale carne prevede per l’uomo.
E’ stata presentata presso la Corte di Cassazione la proposta di Legge che vieta la macellazione degli equidi da parte di Animal Equality, una organizzazione no-profit internazionale che da sempre si concentra sulla salvaguardia degli animali allevati a scopi alimentari, e della Fondazione Islander, fondata da Nicole Berlusconi.
La presentazione della suddetta proposta è stata fatta nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei Deputati e che ha visto, tra i presenti e sottoscrittori della stessa:
Attualmente lo status di ‘animali d’affezione’, riconosciuto dalla Legge 281/1991 sulla tutela degli animali da compagnia e dalla Convenzione Europea ratificata con la Legge 201/2010, è previsto solo per gatti, cani e pochi altri animali. Questi ultimi sono i soli ad essere tutelati in caso di abbandono e maltrattamento, ma attualmente il riconoscimento di questa condizione esclude alcune categorie come gli equidi.
Questa famiglia di mammiferi prevede tre categorie principali: i cavalli (compresi i pony), gli asini e le zebre. A questi si aggiungono anche il mulo e il bardotto. In realtà essi possono appartenere sia alla categoria di animali da compagnia sia di animali da reddito; ma nonostante ciò essi vengono tuttora sottoposti alla macellazione per il consumo delle carni.
E’ incredibile come un animale che spesso riesce a creare legami profondi con l’essere umano, debba essere considerato ‘carne da macello’ per la soddisfazione di esigenze alimentari, che poco tengono conto anche dei rischi che il consumo di tale cibo prevede per la salute dell’uomo, a causa di sostanze altamente nocive contenute in esso.
La proposta di Legge presentata mira dunque a vietare definitivamente la macellazione degli equidi, equiparandoli anche giuridicamente a animali di affezione, alla pari di cani e gatti. Il testo della proposta segue in parallelo altre quattro proposte di Legge bipartisan, già discusse in Parlamento, e che hanno il medesimo obiettivo.
Secondo stime recenti, sono almeno 180 i cavalli risultati positivi ai test anti-doping tra il 2022 e il 2025 in Italia, dato numerico che verosimilmente è una sottostima del numero reale di esemplari positivi, in quanto i test sono stati effettuati a campione. Le sostanze dopanti rilevate sono: la caffeina, il flunixin, il fenilbutazone, cocaina e dermorfina.
Il dato allarmante è che il 10% degli equidi riconosciuti come ‘dopati’ sono ancora registrati come DPA, ovvero destinato alla produzione alimentare, anche nel corrente anno. Se non tutte, molte delle sostanze dopanti sono considerate incompatibili con la permanenza nel circuito alimentare. I cavalli inoltre riportano gli effetti negativi anche dello stress subito durante il trasporto verso i macelli, dai disturbi respiratori alle lesioni allo stress da calore ai disturbi gastrointestinali, dovuti anche alla disidratazione.
Ma in cosa consiste la proposta di Legge e quali sono i punti salienti dei 7 articoli che la compongono?
Nell’art. 2 sono evidenziate le linee guida per i detentori di equidi.
Nell’art. 3 vi sono le linee guida che riguardano gli equidi dismessi.
L’art. 4 prevede la riconversione degli allevamenti verso forme di allevamento che tengano conto del nuovo status di animali d’affezione. L’art. 5 prevede che le disposizioni di Legge si applichino alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e Bolzano.
Nell’art.6 è specificato che le violazioni all’art.1 debbano essere punite con una sanzione che va dai 20 mila ai 50mila euro, pena aumentata di un terzo e reclusione da tre mesi a tre anni se la carne è immessa sul mercato. Inoltre chi viola il comma 1 e 2 dell’art.2 verrà multato con sanzione da 30mila a 100mila euro. Tutte le entrate dalle sanzioni amministrative confluiranno come fondo del Ministero della Salute.
Infine all’art.7 agli oneri derivanti dall’art.1, pari a 3 milioni di euro nel 2026, corrisponde una riduzione del Fondo di cui all’art.1, comma 200, della Legge 23 dicembre 2014 n.190.
In Italia tanti amano i cavalli, tanti sostengono e usufruiscono della ippoterapia ed è davvero bassa la percentuale di coloro che consumano carne di cavallo (solo il 17% della popolazione), una volta al mese. Occorrono 50mila firme per far sì che la proposta venga discussa alla Camera, obiettivo da raggiungere entro i prossimi 6 mesi. Basta una firma qui per salvare gli equidi dalla macellazione.
E vi anticipiamo che, tra qualche giorno, la nostra Claudia di Amore a Quattro Zampe intervisterà la avvocata degli animali Giada Bernardi
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