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Roma, pastore maremmano tenuto alla catena giorno e notte: intervengo con la polizia, cane liberato e proprietaria multato

Una storia che lascia davvero tanta tristezza per questo povero animale legato a catena, fortunatamente ci sono le persone che fanno segnalazioni e mi permettono di itnervenire.

L’animale viveva da tempo legato a una catena di circa due metri nel giardino di un’abitazione alla Borghesiana. Dopo il mio intervento, la polizia ha disposto gli accertamenti e per la proprietaria è scattata una sanzione di 1.000 euro.

Roma, pastore maremmano tenuto alla catena giorno e notte: intervengo con la polizia, cane liberato e proprietaria multato- foto enrico rizzi- amoreaquattrozampe.it

Andiamo a conoscere bene nel dettaglio il mio intervento e che cosa è accaduto nello specifico poi dopo. Una storia, come spesso capita, straziante che ha permesso una nuova vita a questo bellissimo pastore maremmano.

Il mio intervento a Borghesiana, una zona di Roma, per un pastore maremmano tenuto a catena

Un pastore maremmano costretto a vivere giorno e notte legato a una catena lunga appena due metri, senza la possibilità di muoversi liberamente. È quanto ho accertato personalmente lo scorso 19 ottobre nel quartiere Borghesiana, nella periferia est di Roma, dopo aver ricevuto alcune segnalazioni da parte di cittadini preoccupati per le condizioni di vita dell’animale.

Il mio intervento a Borghesiana, una zona di Roma, per un pastore maremmano tenuto a catena- foto Enrico Rizzi- amoreaquattrozampe.it

Secondo quanto mi è stato riferito, il cane sarebbe stato detenuto in quelle condizioni da moltissimo tempo, all’interno del giardino di un’abitazione privata. Ho quindi deciso di raggiungere personalmente il luogo indicato per verificare la fondatezza delle segnalazioni.

Una volta arrivato, mi sono trovato davanti a una situazione che ritengo inaccettabile: un bellissimo pastore maremmano legato a una catena di ferro, con una vecchia cuccia di legno come riparo e uno spazio di movimento fortemente limitato.

Dopo aver documentato la situazione e parlato con alcuni cittadini residenti nella zona, ho immediatamente richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Frascati, che hanno verificato quanto segnalato e richiesto l’intervento della Polizia Roma Capitale.

Successivamente sono giunte anche due pattuglie della polizia locale, che hanno proceduto agli accertamenti di competenza. L’intervento si è concluso con la liberazione del cane dalla catena e con una sanzione amministrativa di 1.000 euro nei confronti della proprietaria.

Una vicenda che riaccende i riflettori su una pratica purtroppo ancora molto diffusa nel nostro Paese: quella di tenere i cani legati alla catena, spesso per tutta la loro esistenza.

La legge 6 giugno 2025, n. 82, ha introdotto un divieto nazionale di detenzione dei cani alla catena, salvo specifiche eccezioni previste dalla normativa. Eppure, nonostante le disposizioni legislative, continuo a ricevere quotidianamente segnalazioni di animali costretti a vivere in condizioni incompatibili con le loro esigenze.

Il proprietario del pastore maremmano è stato multato- foto Enrico Rizzi- amoreaquattrozampe.it

Ritengo che non possa essere considerato normale condannare un cane a trascorrere la propria vita legato a pochi metri di ferro. Un animale ha bisogno di muoversi, esplorare, socializzare e vivere in condizioni rispettose della propria natura.

In questo caso, grazie alle segnalazioni dei cittadini e all’intervento delle forze dell’ordine, siamo riusciti a porre fine a quella situazione.

Desidero ringraziare gli agenti della Polizia di Stato e della Polizia Roma Capitale intervenuti per aver dato seguito alla mia richiesta. La tutela degli animali non può limitarsi alle dichiarazioni di principio. Le leggi devono essere applicate e le violazioni devono avere conseguenze concrete.

Nessun cane dovrebbe trascorrere la propria esistenza all’estremità di una catena. Chissà se un giorno, parte della nostra comunità , riuscirà a capirlo.

di Enrico Rizzi

Enrico Rizzi

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