L’intervento il 20 agosto insieme alle guardie zoofile Norsa. Numerosi animali trovati all’interno dell’abitazione e in recinti di fortuna. Presentata denuncia ai Carabinieri. La titolare, a sua volta, avrebbe presentato una denuncia nei miei confronti.
SACROFANO (ROMA) – Cani di razza rinchiusi in recinti di fortuna sotto il sole, altri all’interno di un’abitazione invasa dall’odore di feci e urine, femmine che avevano da poco partorito insieme ai propri cuccioli sistemati persino all’interno di vecchi cassettoni di armadi vecchi e in disuso.

È quanto ho potuto constatare personalmente lo scorso 20 agosto a Sacrofano, alle porte di Roma, durante un intervento effettuato insieme alle guardie zoofile Norsa di Roma, che mi avevano contattato quella stessa mattina.
Le guardie mi avevano riferito di aver ricevuto segnalazioni da alcuni cittadini riguardanti la presenza di un presunto allevamento abusivo di cani di piccola taglia e di razza, che sarebbero stati detenuti in condizioni estremamente precarie. Mi è stato quindi chiesto di raggiungere il posto per documentare quanto sarebbe stato eventualmente riscontrato e realizzare un servizio di denuncia pubblica.
Una volta arrivati nella zona indicata, una delle guardie zoofile ha effettuato una telefonata fingendosi interessata all’acquisto di un cane. Dall’altra parte è stata indicata la via dove recarsi e, secondo la telefonata, per un bulldog francese sarebbe stato richiesto un prezzo di 1.200 euro.

A quel punto le guardie hanno citofonato e si sono presentate. La donna presente nell’immobile, insieme alla figlia, ha consentito l’accesso alle guardie zoofile e anche a me e alla mia collaboratrice, che era munita di telecamera, sostenendo di non avere nulla da nascondere. Una volta entrati, lo scenario che ci siamo trovati davanti è apparso immediatamente preoccupante.
Nel giardino erano presenti numerosi cani di razza sistemati all’interno di recinti di fortuna, con presenza di deiezioni non raccolte da giorni e giorni. Alcuni animali si trovavano in strutture improvvisate la cui copertura era costituita anche da materiale plastico, mentre la giornata era caratterizzata da temperature elevate.
Inizialmente la donna ci ha rappresentato che quelli presenti all’esterno fossero gli unici animali detenuti nella proprietà. Poco dopo, però, abbiamo sentito provenire dall’interno dell’abitazione un abbaiare insistente.
Alla nostra domanda sulla presenza di ulteriori cani in casa, la donna è scoppiata in lacrime e ha ammesso che all’interno ve ne erano altri, sostenendo però di non volerli mostrare perché non aveva ancora provveduto a pulire gli ambienti.
Le guardie zoofile, nell’esercizio delle loro funzioni, hanno chiesto di poter effettuare gli accertamenti necessari. La donna ha quindi consentito anche l’accesso all’abitazione di tutti noi. È stato in quel momento che la situazione è apparsa, ai nostri occhi, ancora più grave.
Cani di razza erano presenti in diverse stanze della casa, alcuni chiusi nei bagni, in ambienti nei quali abbiamo riscontrato sporcizia, feci e urine e un odore estremamente nauseabondo.
Tra gli animali vi erano anche femmine che avevano partorito da poco. Alcune si trovavano insieme ai propri cuccioli all’interno di sistemazioni di fortuna ricavate persino da vecchi cassettoni di mobili. Immagini difficili da dimenticare e che ho documentato durante l’intervento.
A seguito degli accertamenti, le guardie zoofile hanno proceduto al sequestro di diversi animali. Saranno naturalmente gli ulteriori accertamenti delle autorità competenti a stabilire eventuali responsabilità e la sussistenza delle violazioni contestate.
Terminato l’intervento, mi sono personalmente recato presso i Carabinieri per formalizzare una denuncia in relazione alle condizioni nelle quali erano detenuti gli animali (ipotesi di reato di maltrattamento di animali e detenzione di animali in condizioni incompatibili con la propria natura) e alla presunta attività abusiva di allevamento, chiedendo che venissero svolti tutti gli accertamenti del caso.
La vicenda, però, ha avuto nelle ultime ore un ulteriore sviluppo. Oggi, 22 agosto, ho appreso che la stessa donna avrebbe presentato a sua volta una denuncia nei miei confronti. Al momento non conosco né il contenuto dell’atto né l’eventuale ipotesi di reato contestata e, proprio per questo, ritengo corretto non avanzare supposizioni.
La circostanza, tuttavia, non modifica minimamente la mia posizione.
Se sarò chiamato a rispondere di quanto ho fatto, lo farò nelle sedi competenti, producendo quanto documentato durante l’intervento. Allo stesso modo, mi auguro che venga fatta piena luce sulle condizioni nelle quali erano detenuti quegli animali e sulla regolarità dell’attività che veniva svolta all’interno della proprietà.
Gli animali non possono essere considerati macchine da riproduzione né strumenti attraverso i quali produrre continuamente cuccioli da mettere in vendita.
Continuerò quindi a seguire questa vicenda, a documentarne gli sviluppi e a chiedere che ogni eventuale responsabilità venga accertata dalle autorità competenti, con la speranza che finalmente un giorno, chi si macchia di crimini così orrendi, possa veramente varcare la porta del carcere. Ad oggi, purtroppo, pura utopia.
di Enrico Rizzi