Maxi inchiesta sulle sevizie sugli animali nei laboratori universitari: tra gli imputati professori, responsabili del benessere animale e dirigenti sanitari
Una vicenda inquietante scuote l’Università Magna Grecia di Catanzaro: dieci persone sono state rinviate a giudizio nell’ambito di una maxi inchiesta che ha portato alla luce presunte sevizie sugli animali nei laboratori dell’ateneo. L’inchiesta, denominata “Grecale”, aveva già fatto parlare di sé nel gennaio 2025, quando la Guardia di finanza aveva eseguito ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di docenti, ricercatori e veterinari dell’Azienda sanitaria provinciale.

Secondo la Procura, il sistema messo in piedi nell’università avrebbe comportato una serie di reati, tra cui corruzione, falso, truffa ai danni dello Stato, ma soprattutto maltrattamento e uccisione di animali, con pratiche definite incompatibili con la normativa vigente.
Tra i dieci rinviati a giudizio ci sono nomi noti, come l’ex rettore Giovambattista De Sarro, responsabile scientifico di diversi progetti, e Ciro Indolfi, cardiologo e responsabile di un progetto di ricerca. Non mancano veterinari e responsabili del benessere animale.
Accuse e dettagli sul maltrattamento degli animali all’università
Le indagini avevano inizialmente coinvolto 35 soggetti, tra professori e altri impiegati dell’ateneo, per presunte irregolarità nella gestione di due laboratori con cavie vive. Secondo la Lav, associazione parte civile nel procedimento, le pratiche seguite nei laboratori avrebbero incluso:

- Soppressione di animali senza le necessarie garanzie e misure analgesiche.
- Omissioni nei controlli e violazioni dei protocolli autorizzativi.
- Esperimenti condotti in violazione delle norme sulla salute e sul benessere animale.
- Potenziali comportamenti illeciti che sollevano interrogativi etici e scientifici.
Gli avvocati della Lav sottolineano come queste circostanze non solo configurino possibili responsabilità penali, ma mettano anche in discussione l’affidabilità delle ricerche condotte, ribadendo l’importanza di proteggere gli animali e garantire la trasparenza scientifica. Il rinvio a giudizio rappresenta un passaggio chiave dell’inchiesta, che in precedenza aveva già portato all’arresto di 11 persone, tra cui l’ex rettore, per presunta associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento e alla soppressione di animali, prevalentemente roditori, nei laboratori universitari.
Sevizie sugli animali nei laboratori: quali conseguenze legali?
Il 16 marzo è prevista l’udienza relativa agli altri pubblici ufficiali coinvolti, che hanno scelto il rito abbreviato. Tra loro figura Giuseppe Caparello, direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asp veterinaria di Catanzaro, accusato di corruzione insieme alla figlia per un presunto accordo con l’ex rettore relativo all’ammissione della giovane alla Scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica.

La vicenda ha suscitato grande attenzione mediatica e indignazione pubblica, soprattutto per la gravità delle sevizie sugli animali denunciate. Le autorità giudiziarie e le associazioni animaliste seguiranno con attenzione lo sviluppo del processo, consapevoli che le decisioni dei tribunali potrebbero avere importanti ricadute sulla normativa e sulla gestione dei laboratori scientifici in Italia. In attesa delle sentenze, il caso rimane un monito sulla necessità di garantire sicurezza, trasparenza e rispetto della vita animale nella ricerca scientifica.
Le accuse di sevizie sugli animali all’Università Magna Grecia rappresentano un episodio che rischia di segnare un punto di svolta nella regolamentazione degli esperimenti sugli animali e nella vigilanza dei protocolli etici.
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Il processo si annuncia lungo e complesso, con un impatto che va oltre la singola università, richiamando l’attenzione nazionale sull’importanza di tutelare gli animali e di punire chi viola le regole fondamentali del benessere animale. Le sevizie sugli animali restano al centro del dibattito etico, scientifico e giudiziario, e la comunità scientifica è chiamata a rispondere con rigore e responsabilità.