Una volta rientrati hanno lavorato un po’, scritto un libro e si sono preparati per la nuova partenza, ovvero dove sono oggi. Un viaggio che attraversa l’America del sud da Ushuaia e Bogotà.
Ma come si svolgono le loro giornate? Solitamente in tenda ma se sono in grandi città meglio l’albergo ed evitare il campeggio libero. Una volta che partono per la loro tappa della giornata cercano di arrivare sempre prima del tramonto in modo da avere il tempo di montare la tenda.
Come possiamo immaginare molto cambia da dove si trovano e da che stagione si tratta. Per quanto riguarda i vestiti ne servono veramente pochi, un paio di pentole e ed il necessario per dormire. Rispetto al primo viaggio sono cambiati moltissimo.
Si sono accorti di aver portato molte cose che adesso non servono. La domanda che tutti si fanno è come si finanziano questi viaggi? Loro hanno calcolato una media di 15 euro al giorno, compreso di tutto. Ci sono giorni dove spendono un paio di euro a testa perchè dormono in tenda e si cucinano da soli.
Ovviamente, nelle grandi città se dormono in un albergo spendono di più. Quindi se il budget è in media 15 euro e pensano di stare via un anno, quella è la cifra che devono avere da parte. All’improvviso poi incontrano una cagnolina.
L’hanno trovato circa una ventina di giorni addietro lungo la Ruta de las Lagunas, nel sud della Bolivia. Erano a quasi 5000 metri di quota in una zona desertica dove ci sono solamente delle piccole abitazioni senza corrente e servizi. Avevano dormito li e attorno alla struttura continuava ad aggirarsi questa cagnolina.
La mattina seguente li ha seguiti. Ed ecco che hanno capito che dovevano portarla con loro ma erano in mezzo al nulla con poco cibo anche per loro. Una macchina con dei turisti che viaggiava con il loro cane gli ha regalato delle crocchette e dell’acqua.
Pensavano che il giorno successivo sarebbe passato qualche turista che la portava indietro ma nessuno accettava di farlo, così si sono divisi le scorte con un altro ciclista ed hanno viaggiato insieme. Avevano in mente di arrivare ad Uyuni dove c’era una associazione ma poi, si sono affezionati a lei ed hanno deciso di tenerla.
L’hanno chiamata Mariposa che in spagnolo significa farfalla. Si stanno anche occupando della parte burocratica per riportarla poi in Europa facendo i vaccini e le varie visite dal veterinario.
Ci sono stati posti che non dimenticheranno nel loro viaggio? Assolutamente si, quando sono entrati in Turchia, la prima vera volta dove sembrava di aver l’asciato l’Europa e visto paesaggi cambiare e culture diverse. Ma anche l’Asia Centrale con paesi come Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan e Kirghizistan.
Durante il viaggio hanno dichiarato di non aver avuto mai particolarmente paura e di essere rimasti sorpresi loro stessi. Ci sono stati poi alcuni incontri molto intensi che ricordano ancora oggi, come quando erano in una zona rurale dell’Albania e stavano per mangiare pane e sottilette.
Un’uomo li ha sentiti parlare italiano e gli ha detto di andare a casa sua, perchè aveva lavorato per ben 7 anni a Roma per aiutare la famiglia. Dovevano fermarsi una sera sono rimasti per due giorni conoscendo tutta la famiglia. Insomma una storia davvero incredibile al quale adesso si è aggiunta la bellissima Mariposa.