Il gesto del campione rilancia il mercato degli animali imbalsamati e riaccende il dibattito sull’influenza dei personaggi pubblici.
È bastato un post pubblicato da Erling Haaland per trasformare un procione imbalsamato in un oggetto del desiderio. Il fuoriclasse norvegese del Manchester City, di ritorno dai Mondiali disputati tra Stati Uniti, Canada e Messico, è stato immortalato mentre scendeva dall’aereo stringendo tra le braccia un procione sottoposto a tassidermia acquistato in un negozio di Dallas.
Secondo quanto riportato dal New York Times, il calciatore era entrato nel Wild Bill’s Western Store per acquistare cappelli da cowboy e altri articoli tipici del Texas. Tra gli scaffali, però, la sua attenzione è stata catturata dall’animale imbalsamato, che ha poi mostrato con orgoglio sui social, arrivando persino a chiedere ai follower di aiutarlo a scegliere un nome. Un gesto che ha immediatamente fatto il giro del web, raggiungendo milioni di persone.
Le conseguenze non si sono fatte attendere. La proprietaria del negozio ha raccontato che il procione acquistato da Haaland era rimasto invenduto per molto tempo e che la richiesta di animali tassidermizzati era ormai quasi inesistente. Dopo la pubblicazione delle immagini, però, la situazione è cambiata radicalmente.
Il negozio ha ricevuto migliaia di ordini online provenienti da tutto il mondo, tanto da attivare perfino le spedizioni internazionali, prima mai offerte. Ogni nuovo procione imbalsamato messo in vendita è stato acquistato in pochissimo tempo, mentre sono comparsi anche gadget ispirati all’animale scelto dal campione norvegese. L‘episodio dimostra quanto l’influenza di un personaggio seguito da milioni di persone possa modificare rapidamente le tendenze di mercato.
Il caso ha suscitato forti critiche da parte di chi si occupa di tutela degli animali. Al di là della legalità dell’acquisto negli Stati Uniti, il problema è il messaggio che viene trasmesso. Quando un personaggio pubblico trasforma il corpo di un animale morto in un oggetto da collezione o addirittura in un accessorio da esibire sui social, il rischio è quello di normalizzare una pratica che considera gli animali semplici prodotti commerciali.
Il boom di richieste registrato dopo il post di Haaland dimostra quanto il potere dell’emulazione possa incidere sul mercato. Se aumenta la domanda di animali imbalsamati, cresce inevitabilmente anche l’interesse economico verso un settore che continua a basarsi sulla morte degli animali selvatici. Per questo molte associazioni animaliste sottolineano la responsabilità che personaggi tanto influenti dovrebbero assumersi quando scelgono di promuovere, anche indirettamente, oggetti che alimentano una cultura in cui la vita degli animali viene ridotta a semplice elemento d’arredo o di intrattenimento.
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