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Una donna disabile crea santuario per animali disabili e vittime di crudeltà

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santuario

La storia di Jenny Brown è stata raccontata dal quotidiano britannico Daily Mail, che ha riservato un approfondimento alla vita di questa donna, messa a dura prova in tenera età e che, grazie all’amore degli animali, ha trasformato il suo handicap in un dono.

Brown ha fondato il Woodstock Animal Sanctuary a High Falls, nei pressi di New York. Alla piccola Jenny che aveva appena dieci anni, venne diagnosticato un tumore ad una gamba, per cui fu necessaria la sua amputazione. Un trauma per una bambina sportiva e piena di vita che si vergognava di andare a scuola con un gamba artificiale. Per aiutare la figlia, la madre le regalò un micio che divenne il migliore amico di Jenny. Lei stessa, in un documentario, ricorda che il suo gatto di nome Buggy, l’ha aiutata a superare gli ostacoli a scuola e la chemioterapia.

L’amore nei riguardi degli animali è venuto in modo naturale ed è cresciuto negli anni, fino a quando Jenny, diventata donna, ha deciso di dare un’opportunità ai 4zampe meno fortunati che, come lei, hanno dovuto subire delle amputazioni e sono stati vittime di negligenze o azioni di crudeltà.

Nella sua dimora Brown ha creato un santuario che, oggi, accoglie 300 animali, per cui sta cercando di estenderlo e si è da poco trasferita a High Falls. Jenny ha poco più di 30 anni e ha messo a frutto la sua esperienza condividendola con piccoli esseri bisognosi come lei: “Dobbiamo soltanto dare loro un’opportunità e mostrargli chi sono. E’ un modo di pensare e di vivere con gli animali diverso: non hanno un numero, ma dei nomi e delle storie”.

Adesso, ammette soddisfatta di “essere contenta nella sua diversità”, sottolineando di aver avuto “un’esperienza che gli altri non conoscono” e che questo la rende più forte.  Ringrazia il suo gatto Buggy che gli ha fatto aprire gli occhi sugli animali: “Non sono diversi, sono esseri sensibili”.

Il santuario accoglie mucche, pecore, maiali, polli, tacchini, anatre, capre e conigli che sono stati salvati da casi di abusi, negligenza o di abbandono. Molti provengono da fattorie, allevamenti o macelli irregolari altri invece da associazioni che si occupano del recupero di animali maltrattati.

“Per la prima volta nella loro vita, questi animali che hanno conosciuto solo la paura, l’isolamento e la sofferenza, possono vivere in delle stalle calde e pulite, mangiare sano e ricevere le cure veterinarie e tanto amore”, ha concluso Jenny.

Canale youtube del WoodstockSanctuary clicca qui

Anche in Italia vi sono alcune strutture riservate ai questi animali sfruttati e maltrattati. In molti casi si tratta di rifugi per animali selvatici o centri gestiti da associazioni. Recentemente nella Provincia di Viterbo, a Nepi, è stato creato The Greenplace, un santuario a tutti gli effetti che accoglie animali recuperati da situazioni di abusi (clicca qui).