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Vince 93mila euro e sceglie di aiutare i randagi: il gesto che sta commuovendo tutti

Un pensionato in provincia di Asti ha vinto 93 mila euro al Superenalotto e ha deciso di utilizzare il denaro per aiutare i cani randagi.

Un uomo ha vinto 93 mila euro al Superenalotto e li userà per fare del bene ai cani randagi creando un rifugio per animali (Foto Canva – amoreaquattrozampe.it)

Non è la trama di un film hollywoodiano sul potere della generosità, né una leggenda metropolitana nata tra i tavolini di un bar di provincia. È la realtà, solida e commovente, che arriva da Castagnole Monferrato, un piccolo comune nell’astigiano dove il destino ha deciso di bussare alla porta giusta. Luciano Quaglia, un pensionato del luogo con una vita dedicata al lavoro e una passione silenziosa ma profonda per gli animali, ha centrato una vincita da 92.789,35 euro al Superenalotto. Ma a stupire non è l’entità della cifra, quanto la velocità e la fermezza con cui ha deciso come spenderla: non per crociere di lusso o beni materiali, ma per ristrutturare il rifugio dei cani abbandonati della zona.

Asti, pensionato vince al superenalotto e dona i soldi al canile locale: “Loro non hanno voce, io posso dargli un futuro”

Tutto ha avuto inizio in una giornata come tante presso la bar tabaccheria del paese. Luciano ha giocato la sua solita schedina, una routine che per molti è solo un passatempo, ma che questa volta ha restituito una combinazione vincente di cinque numeri. Dopo aver ricontrollato la ricevuta più volte, quasi incredulo davanti a quei numeri che sembravano ammiccare dal pezzetto di carta, la consapevolezza si è fatta strada. Tuttavia, nel suo cuore, la decisione era già stata presa anni prima, durante i suoi lunghi turni di volontariato al canile locale.

Una vincita del superenalotto ad Asti cambierà il destino dei cani randagi (Foto Canva – amoreaquattrozampe.it)

Luciano Quaglia non è un semplice donatore del canile. È un uomo che conosce ogni angolo di quel rifugio, che sa quali box perdono acqua durante l’inverno e quali aree di sgambo sono ormai ridotte a distese di fango inutilizzabili. Da anni, come volontario, assisteva impotente al lento degrado della struttura, frenata da una cronica mancanza di fondi pubblici che affligge le amministrazioni locali di tutto il Paese.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Bambino dona i suoi regali della comunione per una giusta causa: comprare cibo e coperte per i cani di un rifugio – FOTO

“Il progetto di miglioramento esisteva sulla carta da tempo,” raccontano i testimoni locali, “ma senza risorse era destinato a restare un sogno chiuso in un cassetto”. Ora, grazie a quella schedina, il cassetto è stato finalmente aperto. L’iniziativa di Luciano accende i riflettori su una realtà spesso ignorata nelle regioni del Nord Italia. Sebbene il randagismo di strada sia meno visibile rispetto al Mezzogiorno, le strutture piemontesi soffrono di un male altrettanto insidioso: il sovraffollamento dovuto alla “cessione di proprietà“.

Pensionato decide di usare i soldi di una vincita al superenalotto per salvare i cani randagi (Foto Canva – amoreaquattrozampe.it)

Si tratta di un istituto giuridico nato con la Legge Quadro 281/94, concepito originariamente per gestire situazioni di estrema gravità (malattie invalidanti del proprietario o tracolli economici documentati). Purtroppo, negli ultimi anni, è diventato lo strumento attraverso cui molte famiglie si “liberano” del cane di casa in modo legale, delegando alla collettività e ai volontari la gestione di un animale diventato “ingombrante“.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Dopo aver vinto il biglietto alla lotteria, decide di donare i soldi al rifugio per cani dove da poco aveva adottato un cagnolino.

Non è solo questione di dare un tetto ai cani. È questione di restituire loro la dignità. Un box non può essere una cella, deve essere un luogo di passaggio verso una nuova famiglia. L’investimento di Quaglia punterà a trasformare radicalmente la concezione del rifugio. Non si tratterà solo di riparare tetti o rinforzare recinzioni. Il piano prevede la creazione di moderne aree di sgambo, fondamentali per il benessere psicofisico degli animali. In un canile moderno, la possibilità di muoversi, giocare e socializzare sotto la supervisione di educatori e istruttori cinofili non è un lusso, ma una necessità etologica.

L’uomo che ha vinto i 93mila euro opera come volontario nel rifugio locale che migliorerà ora grazie ai soldi della vincita (Foto Canva – amoreaquattrozampe.it)

Questi interventi aumentano drasticamente l’indice di adottabilità dei cani: un animale equilibrato, che ha ricevuto stimoli corretti, ha molte più probabilità di trovare una nuova casa rispetto a un cane rassegnato alla solitudine di un box angusto. Ma il gesto di Luciano, per quanto eroico, porta con sé un’amara riflessione. È accettabile che il benessere dei “migliori amici dell’uomo” debba dipendere dalla fortuna al gioco di un privato cittadino? La cronaca di Castagnole Monferrato è un faro di luce, ma illumina anche le ombre di un sistema di welfare animale che spesso arranca.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Dal randagismo alla rinascita: Maine Coon rischia la cecità, la storia di un salvataggio unico e commovente

In tutta Italia, la cura dei cittadini a quattro zampe sembra essere l’ultima voce in capitolo nei bilanci comunali e regionali. I fondi stanziati sono quasi sempre insufficienti a coprire anche solo le necessità primarie, lasciando il peso della gestione sulle spalle di associazioni e singoli filantropi. Oggi Castagnole Monferrato festeggia un uomo che ha saputo guardare oltre il proprio benessere personale, vedendo negli occhi dei cani del rifugio una priorità più alta. Luciano Quaglia ha dimostrato che la ricchezza, quando incontra la sensibilità, può diventare uno strumento di cambiamento reale. Il nuovo rifugio sarà la testimonianza duratura di un atto di amore incondizionato, un luogo dove ogni coda che scodinzola sarà un ringraziamento silenzioso a un pensionato che ha deciso di puntare tutto sulla vita. (di Elisabetta Guglielmi)

 

 

Elisabetta Guglielmi

Conseguita a pieni voti la maturità scientifica, ho intrapreso una carriera umanistica. Ho una laurea triennale in Lettere moderne e due lauree magistrali in Filologia moderna e in Editoria e scrittura; ho un master di Editoria, giornalismo e management culturale. Sono appassionata di scrittura, lettura, disegno e viaggi, e naturalmente di natura e animali. Sono giornalista pubblicista.

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