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Si accanisce su un povero cucciolo con una violenza efferata: scatta la rabbia degli animalisti

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Una notizia scioccante rimbalzata sui social cinesi, riguardo alle torture inflitte ad un povero cucciolo, a Tianjin, in Cina.
L’animale è stato trovato dietro al cortile di un palazzo in gravissime condizioni: qualcuno lo aveva picchiato provocandogli delle ferite terribili. Il povero cucciolo aveva una zampa rotta e diversi tagli, provocati da un’arma fendente su tutto il corpo: ma anche sul muso e negli occhi, tanto da renderlo cieco.

Il vicino di casa che ha contribuito a denunciare il caso ha riferito di aver visto l’aguzzino infilare un filo di ferro nella bocca del cane che è stato poi fatto uscire dallo stomaco.
Nessuno sa come sia sopravvissuto. I residenti della zona hanno chiamato immediatamente dei volontari che si sono recati sul posto per portare il povero animale presso una clinica veterinaria e fornirgli tutte le cure necessarie.

Il caso è stato denunciato alle autorità e la sera stessa del sequestro, davanti all’abitazione del proprietario dell’animale si è svolta una protesta piuttosto accesa con la quale gli attivisti hanno chiesto un inasprimento delle pene, mentre le forze dell’ordine hanno effettuato una perquisizione a casa del padrone, fermato per maltrattamenti. Quando l’uomo è stato portato via, gli attivisti lo hanno letteralmente assaltato all’esterno dell’abitazione, dando vita a delle colluttazioni, prima che l’aguzzino salisse nell’auto della polizia.

L’elemento più sconcertante che emerge da questa vicenda, oltre all’efferata violenza e la crudeltà delle torture inflitte al povero cane, è che l’uomo sarebbe un educatore che lavora con i bambini.

I volontari stanno chiedendo a gran voce che sia introdotta in Cina una legge contro la crudeltà nei riguardi egli animali.

Quello che ha subito questo cucciolo è una sofferenza terribile come viene mostrato dal video, la cui visione sconsigliamo a persone sensibili. Ancora una volta ci si chiede perché tanta violenza nei riguardi di esseri indifesi?

possibile”.