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Il Cavallo del deserto: l’Arabo

giovedì, 4 giugno 2015

 Tra le razze equine, l’Arabo è considerato da sempre il più bel cavallo esistente sia per il suo aspetto elegante che per il suo carattere. Si tratta di una delle razze più antiche e più pure, frutto di una selezione millenaria. La sua origine risale al 2500 Avanti Cristo quando, in base alla documentazione archeologica, vi era nella Penisola Araba la testimonianza di un cavallo di tipo “arabo”. La popolazione nomade dei Beduini fa risalire la sua origine addirittura al 3000 a.c alla fattrice Baz e allo stallone Hoshaba. Secondo la leggenda, Baz fu catturata nello Yemen da Bax, il pronitpote di Noe e domatore di cavalli selvaggi.
arabo


Un’altra leggenda narra che il cavallo Arabo discenda da sette capostipiti, scelti da Re Salomone fra i cinquantamila cavalli che possedeva. Un’altra tradizione invece parla della discendenza dell’Arabo da cinque giumente che giunsero alla Mecca prima delle altre fra le ottantacinque cavalle inviate da Maometto per annunciare la vittoria.
Il sangue del “Cavallo del deserto” si è poi diffuso con le conquiste dei Musulmani nel VII secolo attraverso la Spagna. Il suo influsso è stato inoltre determinante per la creazione di numerose altre razze di equini, tra cui il purosangue.

Attitudini: Si tratta di una cavallo da sella e da tiro leggero rapido.

Altezza al garrese: L’altezza dell’arabo è compresa fra cm 145 e cm 155 e in alcuni casi scende al di sotto del limite minimo.

Mantello: Il colore del mantello dell’Arabo può essere grigio, baio, sauro, morello e roano, che è più raro.

Standard di Razza:  Il cavallo Arabo ha una testa piccola, corta e deve essere marcatamente concava. La fronte è larga, le orecchie sono piccole, appuntite e incurvate verso l’interno. Gli occhi sono grandi e distanti l’uno dall’altro, tendenzialmente collocati più in basso rispetto alle altre razze. Le narici sono un’altra caratteristica dell’Arabo e devono essere larghe ampie mentre le labbra sono sottili. Uno degli elementi più tipici della testa dell’Arabo è la “jibbah” ovvero una protuberanza a forma di scudo posta fra gli occhi che si estende fino alle orecchie e all’osso nasale.
Il collo è corto e arcuato, alla base è più largo. La criniera è lunga e folta e come la coda è fine e setosa. Un elemento distintivo dell’Arabo risiede proprio nella coda che è attaccata alta ed è portata con eleganza.
Dal punto di vista della corporatura, il garrese risulta ben staccato mentre la linea dorso-lombare é dritta. L’Arabo a differenza delle altre razze ha 17 costole (anziché 18) di cui 5 vertebre lombari invece di 6.  La groppa è larga e orizzontale, il petto è ben muscolato e il torace è ampio e profondo, l’addome piuttosto retratto. La spalla dell’Arabo è invece lunga e inclinata, mentre il piede piccolo con unghia molto resistente.
L’Arabo ha degli appiombi perfetti e il pelo è corto e lucente. L’armonia e l’eleganza delle sue forme caratterizzano la razza che è stata non a caso impiegato per creare e migliorare altre razze in tutto il mondo.

Caratteristiche: Si tratta di un animale robusto che ha straordinarie doti di resistenza. Nel XIX secolo furono promosse numerose gare di resistenza nel deserto che potevano durare fino a tre giorni e duranti le quali l’Arabo ha mostrato tutte le sue qualità. Vi è un film “Hidalgo” che racconta una di queste gare, la “mille Miglia” nel deserto che si è svolta allo scadere del XIX secolo e alla quale partecipò un cowboy con un mustang che sfidò la leggendaria resistenza degli Arabi.
Oggigiorno l’Arabo viene utilizzato soprattutto per le gare di fondo anche se, essendo un fuoriclasse, è presente in altre discipline.

Carattere: L’Arabo è un cavallo notoriamente nevrile, sobrio e poco esigente. Non è adatto ai cavalieri principianti in quanto risulta un cavallo difficile e scattante. E’ un cavallo fiero e coraggioso che sa essere anche dolce e molto generoso.


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