Home Non solo Cani e Gatti Palermo, sequestrati oltre 500 cardellini destinati al mercato nero

Palermo, sequestrati oltre 500 cardellini destinati al mercato nero

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Uccelli in gabbia ©Getty
Uccelli in gabbia ©Getty

Grossa operazione da parte del Nucleo Operativo Provinciale (NOP) di Palermo coadiuvato dal Corpo Forestale della Regione Siciliana e dal Dirigente dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Palermo, Pietro Vinciguerra. Le autorità hanno infatti sequestrato un ingente numero di cardellini, specie protetta, catturati da bracconieri senza scrupoli e destinati al mercato clandestino della carne.

Il tutto si è svolto a Misilmeri, in provincia del capoluogo siciliano, quando nelle prime ore del mattino è stato fermato un individuo già noto alle forze dell’ordine perché implicato in passato in traffici illeciti inerenti il mercato degli uccellatori del quartiere Ballarò di Palermo e che si svolge ogni domenica mattina. Nella abitazione dell’uomo sono stati trovati numerosi volatili catturati in maniera illecita.

Si sono rese necessarie delle indagini a scopo investigativo per individuare alla fonte uno dei più grossi punti di foraggiamento degli uccelli venduti illegalmente. Non c’erano solo cardellini: è stata trovata anche qualche capinera, ed entrambe le specie sono protette da leggi apposite sia in Italia che in Europa. Per l’uccellagione si tratta di un duro colpo, ma il fenomeno continua a nuocere all’ambiente ed all’ecosistema di interesse, ed in Italia è un fenomeno alquanto radicato.

Il WWF plaude però a quanto accaduto adesso, ringraziando le forze dell’ordine per aver salvato centinaia di uccelli. Ennio Bonfanti, coordinatore per la Sicilia delle Guardie Giurate WWF, parla dei danni arrecati contro la fauna protetta nel nostro Paese, che rappresentano il 22% di quelli mossi in generale all’ambiente. L’uccellagione in particolare è un qualcosa di veramente difficile da contrastare, ma notizie come quella di adesso sono da accogliere con il massimo della soddisfazione.

Purtroppo però la bramosia di denaro non si ferma davanti a niente, nemmeno se bisogna far soffrire gli animali. Qualche mese fa diverse associazioni animaliste si erano schierate contro alcune pratiche definite dubbie da parte della Regione Friuli: un tipico esempio, a detta loro, di una Legge che funziona al contrario.